Ultimo Magazine
Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora
Informare Online

Home
La Redazione
  • Speciali
Officina Volturno
  • Storia di Napoli a fumetti
  • Premio "città di Castel Volturno"
  • Informare con l'Arte
  • PCTO nelle scuole
  • Lavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
  • I nostri sostenitori
AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche
Logo Informare Online

Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

Magazine del mese

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026Sfoglia ora

Link Utili

  • Home
  • Contatti
  • La redazione
  • Punti di Distribuzione
  • Sostienici
  • I Nostri Sostenitori
  • Archivio Magazine

Categorie

  • Attualità
  • Ambiente
  • Politica
  • Cultura
  • Spettacolo
  • Sociale
  • Sport
  • Castel Volturno
  • Comunicati Stampa
  • Pubblicazioni Scientifiche

Seguici su

Scarica l'App

© 2026 Informare Online. Tutti i diritti riservati.

Testata giornalistica reg. Tribunale di S. M. Capua Vetere N° 678 del 03/04/2007
Home
La Redazione
Officina Volturno
Inchieste
Video
Sostienici
ApprofondimentiSpettacolo

Una Bellissima coppia discorde, la pièce di Officine San Carlo tra Pavese e Garufi

Tonia Scarano
Tonia ScaranoRedazione Informare
30 maggio 20256 min di lettura

Condividi su

WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram
Una Bellissima coppia discorde, la pièce di Officine San Carlo tra Pavese e Garufi

Indice (4)

  • 1Una ricerca agli antipodi
  • 2Una bellissima coppia discorde: contaminazioni concordi
  • 3Il cerchio della lontananza
  • 4«Perdono tutti e a tutti chiedo perdono»

Una bellissima coppia discorde è lo spettacolo in scena il 29 e 30 maggio alle Officine San Carlo, ispirato al carteggio fra Cesare Pavese e Bianca Garufi. Con la regia di Luca Trezza, drammaturgia di Luca Trezza e Raffaella Laboccetta, è articolato dagli allievi e dalle allieve dell’Officina di Contaminazione poetica. Vede in scena Anna Furino, Angela Bertamino, Germana Di Marino, Francesca Caracciolo, Alessio Sica, Francesco Barra e Paolo Maja.

Una ricerca agli antipodi

Il carteggio tra Bianca Garufi e Cesare Pavese vive scritto dal 1945 al 1950. Pavese incontra Garufi nella sede editoriale Einaudi di Roma, nel 1944. Garufi lavorava come segretaria per la casa editrice, negli stessi anni in cui inizia ad approfondire il suo studio sulla psicanalisi junghiana, mentre Pavese frequentava la sede per la sua produzione letteraria. Da quel momento iniziano i carteggi, gli incontri letterari, carnali e il tormento. Quello di Bianca e Cesare è un connubio che non rispecchia le forme convenzionali di qualsiasi legame lineare. Se lo fa, è in quanto emblema del contrasto tra i tempi dell’interiorità emotiva e la vita scorrevole e imperturbata.

La solitudine della vita e della scrittura per Pavese e la ricerca del sé più libero e profondo per Garufi, sanciscono inizi sporadici delle loro vicinanze e fini tragiche e arrabbiate del loro amore. Situazioni che portano Pavese a definire il loro amore un amore storto e, nella stessa lettera, datata al 25 novembre del ’45, in cui le scrive: «Abbiamo scoperto che siamo agli antipodi. E con questo? Io sono convinto che ci siamo cercati perché diversi». Prosegue: «Io credo, B., che adesso possa cominciare un lavoro di adattamento e di ritrovamento di un vero “tra noi”. Forse non sarà erotico (mi viene da piangere), forse non sarà lavorativo. Sarà epistolare? Sarà fraterno? Non so».

Una bellissima coppia discorde: contaminazioni concordi

La scena è abitata da tre attori, tre attrici e un’attrice e cantante. La coppia epistolare viene divisa in tre, come le moire, a presentare le sfumature del carteggio tra Garufi e Pavese. I soggetti nella loro anima romantica, poi pragmatica, poi schiva e rigettante, fasi rappresentate singolarmente, o attraverso intrecci di parole e coreografie di gesti. Anche il palcoscenico è vivo: gli oggetti di scena sono mossi dagli attori e dalle attrici e, insieme a loro, tracciano le geografie, le separazioni, gli incontri, il clima interiore di Bianca e Cesare. I dialoghi epistolari sono intervallati da musica dal vivo e temi musicali contestuali, in una danza sensoriale mentre la città scorre, visibile, dalle finenstre del palco di Officine. «L’idea nasce dal carteggio su cui è stata fatta una cernita e, da lì, c’è stato l’adattamento per renderlo scenico e teatrale. Abbiamo voluto analizzare un Cesare Pavese diverso da quello che si studia a scuola o da quello che ci è più noto di lui. Lo abbiamo fatto inadgando entro questo amore che lui, in qualche modo, non riusciva a dare», spiega Luca Trezza, il regista e drammaturgo.

«C’era qualcosa di particolare, in questo amore storto, questo amore diverso. Da qui le suggestioni: la costruzione di un amore, che cosa può essere? », continua Trezza, «Questa ricerca tocca un po’ tutte le opere di Pavese. Anche Bianca Garufi era una scrittrice, una poetessa e l’insieme dell loro poesie, il loro carteggio frequente, era il loro reale attaccamento. Però è qualcosa, non è assenza di amore, è storto e indagare in quello storto era interessantissimo, quindi ci siamo buttati a capofitto e abbiamo cercato, tramite le officine di trovare e unire tutte le sinergie per realizzare questo spettacolo, questa ricerca. Abbiamo studiato anche tutto quello che era il mondo di Cesare Pavese, in cui nulla era mai abbastanza, in cui abbiamo trovato una sorta di epifania, a tratti, un eccesso di vita, di amore, qualcosa che straborda e che ha a che fare anche con il suo suicdio».

Il cerchio della lontananza

Bianca Garufi nel 1951 discute la prima tesi in Italia su Jung. È l’unica della famiglia sopravvissuta al terremoto che aveva devastato Messina nel 1908. «Bianca è il mito, la donna che Cesare non riesce mai a raggiungere. Tramite le lettere, riescono a trovare una curva, una linea retta per trovarsi ed unirsi», conclude il regista. Chi è stata Bianca, invece, per chi l’ha interpretata?

«Bianca Garufi è una donna con cui ho trovato molti punti di contatto», racconta Germana Di Marino, attrice che ha interpretato Garufi. «Per la sua voglia innata di essere indipendente, di vivere della sua scrittura. Per come vive il rapporto con Cesare, che è un artista geniale, si può dire particolare, i primi punti di contatto sono proprio nel rapporto uomo-donna, che non è banale, non è scontato, eppure lo rivediamo in tutte le storie, in tutte le relazioni: questa incomprensione costante, questo forte desiderio, però, di aversi, di sfiorarsi e, a volte, non ce la si fa. Nella corrispondenza con Cesare Pavese c’è questo forte desiderio di aversi nelle lettere, nei capitoli che si scambiavano quando hanno scritto insieme il romanzo, Fuoco grande. Solo col tempo e, forse, con la dipartita di Pavese, scoprono di volersi bene, ma durante il loro rapporto epistolare vivono confusamente questo sentimento».

«Immagino che quello con Cesare Pavese sia stato duro da sostenere. Ma per come ho letto il carattere di Bianca, non era quello a sopraffarla, era il suo costante cercare non solo nella scrittura, non ha dedicato la sua vita solo a quest’arte, infatti scopriamo che poi si iscrive a psicologia e diventa una psicoterapeuta. Ha sempre avuto tante passioni, invece Cesare, nella sua vita, era solo», conclude Di Marino.

«Perdono tutti e a tutti chiedo perdono»

Una bellissima coppia discorde è un attraversamento delle crepe, delle aspettative e degli spasimi che abitano ogni relazione profonda. Lo spettacolo restituisce con sensibilità le sfumature di un legame inquieto, fatto di scrittura, distanza e desiderio, lasciando spazio a quelle zone d’ombra che segnano tanto le storie d’amore quanto i percorsi individuali. L’importanza della salute mentale emerge come parte silenziosa ma essenziale del vissuto di Pavese e, in fondo, di ogni ricerca autentica di sé.

Il carteggio è reciso da un’assenza di parole da parte di Cesare Pavese, anche se l’autore ha scritto, prima di togliersi la vita. Ha scritto del perdono, ha chiesto delicatezza: «Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi». Parole messe in scena su tela, in mezzo ai fiori e agli e alle interpreti del carteggio, in uno spettacolo che non perdona la dimenticanza di uno scambio tra menti e anime come qelle di Bianca Garufi e Cesare Pavese.

Tags
  • #Bianca Garufi
  • #Cesare Pavese
  • #Contaminazioni poetiche
  • #Officine San Carlo
  • #Una bellissima coppia discorde
Tonia Scarano
Redazione Informare

Tonia Scarano

Articoli Autore
Ti è piaciuto questo articolo?Condividilo con i tuoi contatti
WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram

Potrebbero interessarti anche

•
•
•
•

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora

Home
La Redazione
Speciali
Officina Volturno
Storia di Napoli a fumettiPremio "città di Castel Volturno"Informare con l'ArtePCTO nelle scuoleLavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
I nostri sostenitori

Categorie

AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche

Segnalazioni WhatsApp

Hai qualcosa da segnalarci?

Scrivici su WhatsApp. Tuteliamo l'anonimato e la riservatezza delle fonti.

Scrivici su WhatsApp

Seguici su:
Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia

A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...

Davide Puzone•18/09/2026
Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni

La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...

Ilaria Morlando•18/09/2026
Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro

Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...

Mariafrancesca Cafarelli•18/09/2026
RUBRICA. Leggere che passione!
  • APPROFONDIMENTI•
  • CULTURA•
  • MAGAZINE SETTEMBRE 2026

RUBRICA. Leggere che passione!

Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...

Redazione Informare•18/09/2026