
Nuova vita per il vecchio municipio di Atella che presto ospiterà anche un museo: l’antico popolo campano degli Osci usa rappresentare una sorta di farsa caratterizzata da maschere fisse, dei personaggi stereotipati, un linguaggio volgare e temi legati alla vita quotidiana. Tra questi, i più tipici sono Pappus, il vecchio rimbambito e avaro; Maccus, lo sciocco e goloso, sempre affamato; Bucco, il fanfarone e chiacchierone, spesso volgare; Dossennus, il gobbo, astuto e imbroglione; Kikirrus, una maschera animalesca, forse alle origini di quella di Pulcinella. I romani conoscono questo genere dopo le guerre sannitiche; lo chiamano fabula atellana, proprio perché portato a Roma da attori di Atella, secondo alcuni, oppure perché rappresentato ad Atella nell’occasione di feste religiose, secondo altri.
L’ex Municipio di Atella, edificio carico di memoria storica e potenzialità inespresse, viene costruito tra il 1930 e il 1932 per ospitare il Comune di Atella di Napoli, istituito nel 1928. Poi, l’immobile attraversa un periodo di trasformazioni e abbandono: da sede comunale a scuola, da luogo dismesso a spazio occupato abusivamente. Un primo segnale di rinascita si ha nel 1966, con una campagna di scavi che porta alla luce testimonianze inedite dell’antica civiltà atellana.
Tuttavia, nonostante la nascita di alcune realtà associative impegnate nella valorizzazione del patrimonio culturale (come l’Istituto di Studi Atellani, la Pro Loco di Sant’Arpino e l’Archeoclub), l’interesse istituzionale si rivela frammentario e discontinuo. Nel 2002, la visita del Premio Nobel Dario Fo e l’impegno dell’allora amministrazione regionale danno nuovo slancio al processo di valorizzazione, con la creazione del Museo Archeologico dell’Agro Atellano a Succivo e il finanziamento di interventi per la realizzazione di un parco archeologico e per il restauro dell’ex Municipio.
Tuttavia, i lavori, avviati nel 2005, subiscono un’interruzione nel 2011. Ma poi, nel 2017, arriva un’opportunità da Fondazione con il Sud: il bando “Il Bene torna comune”. I tre Comuni proprietari dello stabile candidano questo edificio degli anni ‘20 ad un finanziamento che permetterebbe la sua ristrutturazione e un ritorno alla vita. Felicemente, l’ex Municipio di Atella riesce ad entrare in finale: la Fondazione con il Sud lo inserisce tra gli spazi dove realizzare progetti del terzo settore. Ben presto, un partenariato guidato dalla cooperativa sociale Terra Felix si candida e vince.
Dopo l’approvazione, il percorso di recupero del bene non è privo di ostacoli. I più eclatanti sono due atti vandalici di cui è preda il cosiddetto palazzone, che subisce la distruzione degli impianti idrico, elettrico e di riscaldamento.
Poi, con la pandemia di Covid e l’aumento dei prezzi delle materie prime, il progetto diventa più difficile da realizzare ma, grazie al supporto di Enel Cuore, che integra il finanziamento, nel gennaio 2022 cominciano i lavori. È il 26 giugno 2024 quando, finalmente, il bene ritorna ad essere fruibile dalla comunità, con l’inaugurazione di Fabula, che si configura come un polo integrato dedicato alla promozione della cultura, della coesione sociale e della partecipazione civica.
Il progetto è uno spazio multifunzionale che ospita un Eco Bistrot sociale che favorisce l’inserimento lavorativo di giovani con disabilità e funge da punto d’incontro per famiglie e studenti; laboratori esperienziali per bambini e adolescenti, con particolare attenzione alle famiglie in condizioni di fragilità; uno spazio per la formazione e il co-working del terzo settore; un giardino pubblico attrezzato, luogo di gioco, socialità e attività educative all’aperto. Si tratta di uno spazio ibrido a servizio della cultura, delle arti performative, del welfare, dell’inclusione sociale e con una forte relazione con la comunità̀, la storia locale e il territorio, uno spazio di produzione culturale che ospita mostre, presentazioni di libri, rassegne culturali, rappresentazioni sceniche e incontri del gusto, valorizzando le tradizioni gastronomiche del territorio.
Presto, il palazzone ospiterà il Museo Archeologico dell’Agro Atellano, attualmente situato a Succivo, sviluppandosi come un museo archeologico interattivo, accessibile e narrativo, finalizzato alla diffusione della conoscenza del territorio e della tradizione della fabula atellana. Ecco una storia di riscatto di un territorio considerato marginale, una storia di rigenerazione urbana ma anche di rigenerazione sociale.
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