
In questi ultimi anni un nuovo uccello sta frequentando la piana del Volturno: l’Ibis sacro (Threskiornis aethiopicus). Molti lo avranno visto raffigurato nei geroglifici lasciatici dagli antichi egizi. Era l’uccello sacro alla divinità Thot (dio della sapienza, della scrittura, della matematica) ed era rappresentato sotto forma di Ibis sacro. Del resto era una specie particolarmente frequente sulle rive del Nilo. Al dio Thot gli uccelli venivano sacrificati, mummificati e messi in anfore dai fedeli che invocavano una grazia. Per questa usanza molto diffusa presso la popolazione gli ibis erano anche allevati.
La facilità di allevamento ha fatto sì che divenisse frequente, nel corso del XX secolo, in giardini zoologici, parchi faunistici e allevamenti privati. Da queste strutture sono fuggiti a più riprese esemplari che hanno iniziato anche a riprodursi, formando stormi sempre più numerosi, fino al punto da essere stati inseriti di recente nella lista europea delle specie aliene invasive.
La prima osservazione in Campania risale alla primavera del 2015 quando furono osservati due individui in un pantano nel comune di Villa Literno. Successivamente si sono avute sporadiche segnalazioni, sempre localizzate nella piana del Volturno. A partire dal 2021 però le osservazioni si sono fatte più frequenti e con numeri via via più consistenti di individui. Le maggiori concentrazioni si registrano all’interno della Riserva Naturale Regionale “Foce Volturno – Costa di Licola”. Da qualche anno però si osservano stormi anche in provincia di Salerno, in particolare nella piana del Sele. Nel 2024 la popolazione campana è risultata ancora più numerosa e si ritiene possa assestarsi sui 70/ 80 individui.
Ciò ha indotto gli ornitologi ha seguire il fenomeno e di recente sono state curate due pubblicazioni scientifiche sull’Ibis sacro in Campania. Una, che vede come primo Autore il dr. Alessio Usai, si riferisce all’intero territorio regionale, ed un’altra, che ha come primo Autore il dr. Nicola Maio, più specifica per la provincia di Salerno.
In Campania frequenta aree pianeggianti costituite da zone umide di origine naturale ed artificiale con una rete idrica superficiale, ampie zone agricole, con forte concentrazione di allevamenti bufalini, ma anche periferie dei centri urbani in espansione.
La popolazione probabilmente è destinata a crescere ulteriormente sulla scorta di quanto già osservato in alcune regioni dell’Italia nord-occidentale che per prime sono state colonizzate.
di Maurizio Fraissinet
Presidente dell’ASOIM (Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale) OdV
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