
Solca le strade silenti. La senti battere contro le serrande e le porte, quella resa che pare insinuarsi mentre affresca indisturbata i volti di questo quartiere. A Secondigliano il tempo non scorre, resta intrappolato stratificandosi lungo le facciate annerite, sui marciapiedi divelti, nei cancelli arrugginiti che gelosamente custodiscono ombre di riscatto. Secondigliano è un quartiere che si trascina da anni nello stesso stato di abbandono.
Non servono di certo statistiche per capirlo: lo senti, lo percepisci camminando per le sue strade, osservando spazi pubblici svuotati di ogni funzione e luoghi di incontro ridotti a teatri vuoti. A Secondigliano l’assenza di servizi e soprattutto di cultura non è un’emergenza recente ma una condizione sedimentata nel tempo. I tanti spazi che potrebbero restituire respiro a questo quartiere restano chiusi, abbandonati, dimenticati. Sogni che non hanno mai avuto modo di sbocciare. Strutture che oggi sopravvivono solo come gusci vuoti, a ricordare cosa significa perdere un’occasione.
Per anni, la piscina comunale di Corso Secondigliano è stata uno di quei luoghi sospesi, simbolo di un potenziale lasciato a marcire dietro un cancello chiuso. Ora, grazie all’intervento del Comune di Napoli, quel cancello potrà finalmente riaprirsi. Per parlare di questo progetto, noi di Informare abbiamo intervistato Emanuela Ferrante, Assessora allo Sport per il Comune di Napoli. «Erano necessari molti fondi per riqualificare la piscina attraverso il nostro progetto, che risale già all’inizio del 2022 – dice Ferrante – La stima per questi lavori sfiora i 5 milioni di euro.
Tuttavia, credevamo fortemente in questo intervento poiché la zona del Corso Secondigliano è totalmente priva di grandi impianti sportivi. Col tempo siamo riusciti a trovare fondi attraverso la partecipazione al bando “Sport e Periferie” del 2024; qualche mese fa ci è stato comunicato che il nostro progetto ha soddisfatto i requisiti del bando e abbiamo ricevuto 4 milioni di euro dal Dipartimento dello Sport. Il finanziamento dell’intervento prevede poi una ulteriore partecipazione del Comune di Napoli dal valore di circa 1,2 milioni di euro così da raggiungere i fondi necessari per la totale riqualificazione della struttura».
L’Assessora precisa che ci sono comunque delle tempistiche da rispettare: «Volendo essere realisti, i lavori impiegheranno sicuramente un paio d’anni poiché adesso c’è da portare a termine tutta la procedura circa la gara per l’affidamento del progetto e, soltanto allora, ci sarà l’effettivo inizio dei lavori. In passato – dichiara Ferrante – la piscina è stata utilizzata in maniera non propriamente regolare, versando semplicemente un canone ricognitorio a seguito di un vecchissimo affidamento che il Comune aveva fatto al CONI».
L’intento ora è donare nuova vita all’impianto di Secondigliano: «Così come sta avvenendo con la Scandone, l’affidamento della piscina sarà una concessione da parte del Comune e della Federazione Italiana Nuoto, con la quale un anno e mezzo fa è stato siglato l’accordo “Nuota Napoli“, che prevede un supporto reciproco nella gestione e nella manutenzione ordinaria e straordinaria della piscina. Sarà la Federazione a fornire gli istruttori e il personale tecnico necessario a garantire l’apertura di tanti nuovi corsi e attività. Le piscine che andremo a gestire, unitamente alla FIN – spiega – fanno parte di un più grande progetto sportivo che comprende anche la Piscina Scandone di Fuorigrotta, la piscina Bulgarelli di Poggioreale, la piscina Galante di Scampia e la piscina Dennerlein di Barra.
Il nostro progetto, dunque, prevede di estendere la nostra idea di centro sportivo non solo a Napoli centro ma anche nelle periferie. La nostra intenzione è utilizzare lo sport come leva sociale per risollevare i ragazzi da alcune problematiche che sappiamo essere, purtroppo, molto radicate all’interno delle periferie». Ora resta la sfida più difficile: trasformare i fondi ed il progetto in un’opera concreta, capace di restituire al quartiere un impianto atteso da anni. Secondigliano, intanto, aspetta.
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