
Segnate sul calendario questa data: l’8 marzo 2026 alle 11:00 si terrà l’inagurazione de “La panchina rossa”, che sancirà l’avvio ufficiale del progetto “Un Posto Sicuro” alla Masseria Falco, in via Quintola, 1, a Cellole, in provincia di Caserta. Una speranza, affinchè possa fungere sia da faro che illumini e aiuti le donne in difficoltà, sia da segnale per le istituzioni e la comunità intera.
Il progetto, nato dalla collaborazione tra Masseria Falco e l’Associazione V.E.R.I. vuole perseguire un impegno, assiduo e sincero, contro la violenza sulle donne. Una presenza fissa, quella della panchina rossa, che va oltre il semplice simbolo. Si trasforma, diventa un punto di ingresso, sempre attivo, a un sistema di raccolta fondi digitale.
Durante l’evento, che durerà tutta la mattinata tra i verdi giardini della Masseria, la Presidente honoris causa dell’Associazione V.E.R.I Clementina Ianniello introdurrà il progetto. Chi più di lei, “madre orfana”, la cui figlia Veronica Abbate fu uccisa nel 2006 dall’ex fidanzato, può capire la gravità della situazione. Come ospiti, saranno presenti Lella Palladino, Vice Presidente dell’Associazione “Una Nessuna Centomila” e Marinella Graziano, Giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. In particolare, si segnala l’intervento di Lella Palladino, esperta sociologa e femminista, attiva sul campo da decenni tramite la gestione di centri antiviolenza, presenterà il libro “Che sia l’ultima”.

Qui si concentra sulle forme di legittimazione della violenza sulle donne, partendo da casi singoli fino a giungere ad una visione complessiva. A suo parere, molte donne si focalizzano sulla parità, volendo raggiungere le stesse posizioni degli uomini, ma senza mettere in discussione il potere alla radice. Eppure ciò è estremamente necessario: obiettivo delle femministe è creare un mondo più giusto e senza disuguaglianze, scardinando quindi sia il potere patriarcale, sia il sistema economico fondato sullo sfruttamento.
Secondo un’ottica pienamente intersezionale e trasversale, evidenzia anche le differenze tra Nord e Sud Italia. Al Nord, si denuncia di più, a fronte anche di un mercato del lavoro più dinamico e, di conseguenza, di una maggiore consapevolezza delle donne di potersi affrancare. Eppure, nel processo di cambiamento, è impossibile ignorare il ruolo della cultura, che in realtà fa da scheletro a qualsiasi interazione e relazione nel mondo.
Per combattere i “rigurgiti” di misoginia, che, minacciosamente, stanno riaffiorando dalle ombre della destra globale, è importante continuare a partecipare ad eventi di tale spessore e a far sentire sempre la propria voce. Cambiare si può, e si deve.
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