
Ci sono storie che non si possono spiegare, solo attraversare. È quello che accade ascoltando la dott.ssa Emilia Narciso, presidente UNICEF Campania, mentre prova a raccontare cosa significhi davvero lavorare sui territori. «L’UNICEF non si racconta, si vive», ripete più volte. E in quelle parole c’è già tutto. In Campania, questo lavoro passa soprattutto attraverso una rete di scuole che collaborano con UNICEF in progetti educativi continuativi. Non si tratta di iniziative isolate, ma di percorsi strutturati: laboratori, attività didattiche, momenti di formazione sui diritti dell’infanzia che coinvolgono classi, insegnanti e comunità scolastiche.
Per capirlo, però, bisogna partire da qualcosa di piccolo. Una bambola di pezza, una “pigotta”. Nelle scuole, i bambini si mettono insieme, partecipano, costruiscono. Ogni gesto diventa parte di un percorso condiviso. Non è il risultato in sé a fare la differenza, ma quello che accade durante. L’attesa, la collaborazione, la scoperta che anche un filo di lana può trasformarsi in un progetto. «È la loro voglia di umanità, di creatività», racconta Narciso. Dentro quella bambola c’è molto più di un oggetto. C’è dignità, ingegno, capacità di trovare soluzioni. Un modo spontaneo di affrontare gli errori che spesso gli adulti dimenticano.
Ma perché tutto questo abbia senso, serve riconoscerlo. «Se non valorizzi quello che fa, il bambino lo percepisce», spiega Narciso «E rischia di pensare che il suo impegno non conti». Quando invece quel lavoro viene raccontato, condiviso, restituito, cambia tutto. I bambini studiano, approfondiscono, si appassionano. È successo ad Aversa, dove una pigotta è diventata il simbolo di un incontro con il comandante generale dei carabinieri. Non una semplice consegna, ma il risultato di giorni di ricerca: la divisa, i simboli, la storia. È così che si crea un legame. È così che un bambino capisce che quello che fa ha un valore. L’UNICEF, in Campania, lavora proprio su questo: costruire relazioni. Laboratori, scuole, progetti che diventano occasioni per esprimersi e raccontarsi. A volte attraverso una bambola, altre attraverso una storia.
Come nel “processo a Pinocchio”, dove il burattino viene simbolicamente messo sotto accusa per aver abbandonato la scuola. Un modo per parlare di diritti, ma anche per interrogare il mondo degli adulti. Perché, alla fine, la domanda è sempre la stessa: chi accompagna davvero i bambini nel loro percorso? «Il compito degli adulti è metterli nelle condizioni di non sbagliare», dice Narciso. E in quel processo simbolico, accanto a Pinocchio, salgono tutti: genitori, insegnanti, modelli sociali. Nessuno escluso. Lo stesso sguardo si ritrova anche nelle situazioni più complesse, come quelle dei minori stranieri non accompagnati. Qui entra in gioco la figura del tutore volontario: una presenza che affianca, orienta, controlla che i percorsi siano davvero rispettati. Non sostituisce una famiglia, ma diventa un punto di riferimento. «È una figura bellissima», sottolinea Narciso, capace di trasformare le parole in azioni concrete.
Accanto a questo, c’è un lavoro diffuso fatto di formazione e presenza: scuole dei diritti, città amiche dei bambini, progetti che coinvolgono intere comunità. Anche iniziative apparentemente semplici, come i baby pit stop (spazi attrezzati e riservati dove le mamme possono allattare e cambiare i neonati in modo sicuro e discreto), raccontano molto più di un servizio: sono il segno di una città che accoglie, che riconosce bisogni, che dà spazio alla vita.
Raccontare tutto questo, però, non è semplice. Perché l’UNICEF non è solo nei programmi o nelle iniziative. È nelle relazioni che nascono, nelle ore condivise, nelle comunità che si mettono in gioco senza aspettarsi nulla in cambio. È un impegno che prende forma nei territori, giorno dopo giorno. Alla fine resta una consapevolezza chiara: non si tratta solo di aiutare qualcuno, ma di cambiare prospettiva. «La solidarietà è una cultura», conclude Narciso. Una cultura che si costruisce insieme, partendo anche da una semplice bambola di pezza.
Leggi anche: Unicef, una scultura con la mano del presidente nazionale: “E’ tesa verso i bambini”
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...