
Il Mediterraneo è un mare di piccole dimensioni che copre meno dell’1% della superficie degli oceani globali e con una ridotta profondità di circa 1.500 m (contro i 4.000 m dei grandi oceani). Tuttavia, accoglie circa il 7,5% della biodiversità marina globale, grazie soprattutto alle molte specie endemiche. Ecco perché il Mare Nostrum è un modello per l’oceano globale e la sua risposta ad avvenimenti come il cambiamento climatico o l’overtourism è un anticipo di quella degli altri oceani.
Troppo spesso, però, questo tesoro marino che custodiamo viene sottovalutato e sfruttato senza tener conto dei suoi ritmi e delle sue esigenze. Proprio per questo abbiamo deciso di interpellare Fabio Russo, biologo e fotografo marino di Sorrento. Quest’ultimo ci ha narrato delle condizioni in cui riversa il Mediterraneo e di come possiamo agire in suo soccorso.
Secondo Fabio Russo, «Il Mediterraneo è forse il mare con più problemi». Il riscaldamento climatico comporta prolungate onde di calore nelle acque superficiali che hanno fatto strage di specie non tolleranti alle temperature troppo alte. «Per non parlare dell’inquinamento da plastica o della pesca a strascico che incrementano la regressione delle praterie della Posidonia». Quest’ultima riveste un ruolo fondamentale per lo sviluppo di molte specie e nella stabilizzazione dei fondali. Tuttavia, essendo sotto minaccia a causa di diversi fattori, è diventato necessario proteggerla con norme internazionali e nazionali.
A rappresentare l’ostacolo più grande per il Mediterraneo, però, è proprio l’uomo. «C’è tanta pesca irresponsabile ma soprattutto c’è un turismo di massa poco attento alla natura. Si tende a trascurare il ritmo della natura a favore del proprio benessere. A furia di cementificare le coste, è diventato complicato trovare uno spazio per fare un bagno totalmente immersi nella natura. Abbiamo compromesso l’integrità delle biodiversità».
Un altro fenomeno da non sottovalutare è quello della tropicalizzazione. Sempre più specie “estranee” si stanno insediando nel Mediterraneo compromettendo il suo equilibrio originario. A detta del biologo «Ciò è legato sempre al riscaldamento delle acque. Molte specie tropicali trovano condizioni adatte alla loro sopravvivenza mentre le specie locali subiscono una regressione. I principali invasori vengono dal Mar Rosso, soprattutto da quando hanno ampliato il canale di Suez. L’arrivo di queste nuove specie non è mai una buona notizia, anche perché monitorarne le conseguenze è sempre molto complicato».
Infine, se molte specie nuove arrivano, altre rischiano di sparire. «È il caso della Pinna nobilis, ha avuto un declino incredibile negli ultimi anni e ad oggi è in via d’estinzione». Comunemente conosciuta come nacchera, la Pinna nobilis è il più grande bivalve del Mediterraneo e dal 2017 ad oggi, il 99,9% di questa specie è scomparso. La causa sembra essere il picornavirus, un’infezione virale che causa immunodepressione. A preoccupare è la reazione a catena che la scomparsa di questa specie potrebbe causare nell’ecosistema marino del Mediterraneo.
Sembra dunque necessario ricorrere a delle misure di conservazione per proteggere il Mediterraneo. Secondo l’esperto «Si dovrebbe arrivare al recupero del 30% degli habitat distrutti, ma non all’Italiana. Non basta proteggerle sulla carta, c’è bisogno di fatti concreti. Bisogna stare attenti perché la protezione della natura è la protezione dell’essere umano».
Anche nel proprio piccolo, però, è possibile fare qualcosa. Limitando l’uso della plastica monouso, lasciando pulite le spiagge e soprattutto informandosi. «A chi vuole rimanere aggiornato su tutto ciò che riguarda il Mediterraneo non posso non consigliare di seguire la mia pagina: Scubabiology.org».
Per Fabio Russo, dunque, il Mare Nostrum merita attenzione e rispetto, perché è un mare che può donarci molto. «Ho viaggiato in tutto il mondo ma i colori e il blu dell’acqua che ha il nostro mar Mediterraneo non si ritrovano da nessuna parte. Certo, è un mare difficile, ma bastano un pochino di passione e amore per comprenderlo fino in fondo».
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