
In occasione della Conferenza nazionale delle Camere di commercio, tenutasi lo scorso 6 e 7 luglio a Capaccio Paestum, le analisi presentate da Unioncamere e dal Centro Studi Tagliacarne hanno evidenziato una forte correlazione tra il successo delle imprese e la presenza di giovani lavoratori. L’invecchiamento della forza lavoro, come emerge dalle elaborazioni presentate, rappresenta uno dei principali fattori di rallentamento nella competitività e nella capacità di innovazione delle imprese.
Secondo gli studi illustrati in occasione dell’evento le imprese capaci di attrarre e trattenere giovani talenti registrano livelli di produttività superiori del 7,2% rispetto alle altre. Le aziende con una maggiore presenza di giovani mostrano inoltre una crescita del fatturato e dell’occupazione più elevata di 1,5 punti percentuali. La capacità innovativa delle imprese, quindi, è un elemento connesso all’età media dei lavoratori: questa cresce fino a una media di 36 anni per i processi produttivi, mentre l’innovazione inerente ai prodotti raggiunge il picco intorno ai 42 anni. Secondo gli studi, tuttavia, circa il 60% delle imprese italiane avrebbe già superato le soglie oltre le quali la capacità innovativa tende a ridursi.
Le analisi hanno coinvolto anche il tema delle assunzioni: negli ultimi vent’anni la percentuale di lavoratori over 50 assunti è passata dal 20% al 40%, mentre quella dei lavoratori under 30 è calata dal 35% a meno del 25%. Intanto i dati presentati dal centro studi Excelsior hanno sottolineato l’impegno da parte delle imprese di assumere lavoratori sotto i trent’anni, con il 28% delle assunzioni programmate ogni anno destinata a questa categoria. I dati Excelsior hanno evidenziato inoltre il rischio che tra il 2026 e il 2029 mancheranno circa 13mila laureati in discipline STEM, in particolare in ingegneria, medicina ed economia. Excelsior è un sistema informativo promosso da Unioncamere, che ha l’obiettivo di monitorare le prospettive occupazionali e i fabbisogni professionali, formativi e di competenze espressi dalle imprese italiane.
Attenzione è stata data anche al fenomeno dell’emigrazione di giovani lavoratori: negli ultimi dieci anni i giovani tra i 20 e i 34 anni che hanno lasciato il paese sono passati da 30mila a 70mila unità. Il ritorno di giovani risorse, secondo Unioncamere, sarebbe un beneficio significativo per le imprese e l’economia. Infatti il rientro anche solo della metà dei giovani emigrati negli ultimi cinque anni, poco più di 250 mila persone, potrebbe generare un impatto economico fino a 12 miliardi di euro, pari a circa mezzo punto di Pil
“Le nuove generazioni vivono in una dimensione sempre più europea e confrontano opportunità, salari e qualità del lavoro”, ha sottolineato nella conferenza il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Per questo è necessario rafforzare il legame tra formazione e imprese, valorizzando competenze, creatività e innovazione”. È intervenuto anche il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che ha ribadito la necessità di trasformare i progetti in risultati concreti. Ai giovani dobbiamo offrire prospettive reali, occasioni di crescita e motivazioni. Oggi molti cercano altrove il proprio futuro perché non trovano qui le risposte alle loro aspettative e ai loro sogni”.
Leggi anche: Caserta: nasce il primo incubatore di imprese sociali e giovanili su beni confiscati alla camorra
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...