
Arriva la nuova app per l’identità digitale targata Unione Europea. “Cos’è?” vi starete chiedendo. Ecco, parliamo del cosiddetto European Digital Identity Wallet, anche noto come EUDI Wallet, un progetto parte della riforma del regolamento Eidas, che già da tempo era nell’aria e che ora sembra andare concretizzandosi.
Un vero e proprio portafogli elettronico sul quale i cittadini potranno caricare documenti personali, come carta di identità, passaporto, patente, tessera sanitaria. Un raccoglitore unico e sicuro per far sì che tutti possano avere a portata di mano e disporre dunque facilmente (ed anche in modo più pratico) dei propri documenti in tutta l’UE per compiere operazioni come l’accesso ai servizi pubblici, viaggiare, firmare contratti. Una sorta di versione 2.0. del vecchio Green Pass ma con le proprie informazioni personali. Come funzionerà questa nuova identità digitale?
Il lavoro della Commissione circa questa applicazione svela già anche i primi meccanismi di funzionamento della stessa. Per accedere all’app ed utilizzarla, per palesare i propri dati o autorizzarne lo scambio, potremmo trovare i classici strumenti di autenticazione quali un codice pin, una password, o strumenti più sicuri come i sistemi biometrici o otp. Blocco di tempo di 2 minuti in caso di più tentativi di accesso non andati a buon fine per ragioni di sicurezza e un attento sistema di avviso in caso di documenti non validi.
Ma non solo, la Commissione sembra non voler lasciare nulla al caso, inserendo un sistema di pre-autorizzazione per rendere più immediato e diretto lo scambio di informazioni verso alcuni enti, fornendo però un’autorizzazione ad hoc per autenticare gli enti autorizzati a disporre dei dati con il sistema wallet e con una durata limitata. Parole chiave del lavoro europeo, vista la delicatezza del tema dei dati personali e soprattutto di quelli sensibili, sono dunque trasparenza e controllo per evitare scenari spiacevoli, soprattutto per la protezione degli utenti stessi.
L’attuazione del noto Piano nazionale di ripresa e resilienza ha visto anche numerose proposte in tema di digitalizzazione con un budget di circa 102 milioni all’anno per il triennio 2024, 2025 e 2026, tra cui è emerso proprio il sistema dell’IT Wallet, gestita dall’Agenzia per l’Italia Digitale.
Un portafogli digitale italiano che fa da eco a quello europeo e che suscita anche nel nostro paese non poche riserve. La direttrice dell’Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano evidenzia infatti come «il governo si è prefisso l’obiettivo di lanciare l’It Wallet prima dell’estate 2024, per poi farlo convergere nel framework Eudi Wallet obbligatorio a partire dal 2026. I tempi per la realizzazione sono quindi piuttosto stretti. Da qui in avanti si aprono tante domande sui prossimi mesi. Come recepiranno questa novità gli italiani? Quanto diffusa e ampia sarà l’adozione di questo strumento? […] Si farà tesoro delle lessons learned degli 8 anni di vita dei sistemi precedenti, Spid e Cie? Sul mercato in generale, che ruolo avranno gli attori coinvolti nell’erogazione di Spid e di altri servizi fiduciari chiave per la digitalizzazione del Paese? Come si integreranno nella offerta del wallet, ammesso che trovino uno spazio in questo nuovo campo da gioco?».
Insomma tanti interrogativi, poche risposte, non ci resta che attendere in che modo l’Italia di conformerà alla disciplina comunitaria.
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