
È sempre più facile sui social imbattersi in una certa categoria di video: uomini ben vestiti che con tono autoritario pretendono di dirti come essere un vero uomo. Guadagna tanto, domina gli altri ed usa le donne come status symbol. Questo è il copione che molte personalità del web offrano ai ragazzi, spesso spaesati ed in cerca di una guida.
Si tratta degli influencer della manosfera (dall’inglese manoshpere, sfera dell’uomo): un insieme di comunità online che promuovono una visione ipercompetitiva e spesso misogina della mascolinità.
Il carburante di questo movimento è la solitudine maschile. È innegabile che un vuoto emotivo profondo sta colpendo gli uomini ed in particolare i giovani, spesso incapaci di esprimersi per paura del giudizio di amici o parenti. Secondo dati recenti (qui e qui) una percentuale crescente di uomini dichiara di non avere amici intimi. In Italia, nel 2022, oltre 3000 uomini si sono tolti la vita. È un dato che denuncia una crisi invisibile, ma letale.
Molti giovani oggi vivono una mancanza cronica di connessione autentica: non hanno riferimenti e non sentono di appartenere a una comunità. Questo fenomeno è stato anche accentuato a causa degli smartphone.Le statistiche dimostrano che il tempo passato al cellulare spesso supera le 8 ore al giorno mentre la socializzazione reale è in calo. Non si tratta di un cambiamento individuale, ma di un cambiamento culturale su scala. Ed è proprio in questo terreno fragile di internet che attecchisce con facilità la narrazione tossica della manosfera, che promette sia appartenenza sia una via d’uscita semplice: diventare un “vero uomo”invulnerabile.
Il modello di uomo che propongono, osservando più da vicino, è costruito su principi contradditori. L’uomo che viene promosso come “ideale” è tutto tranne che coerente. Predica indipendenza ma vive circondato da dipendenti; invoca la tradizione ma esibisce l’edonismo; cita Dio ma pratica l’idolatria del sé.
Una delle contraddizioni più evidenti riguarda i valori della famiglia tradizionale. Si parla di famiglia tradizionale di donne pure e quindi di valore, ma ci si circonda di escort e relazioni basate su dinamiche di potere che hanno poco a che fare con il rispetto coniugale.
L’esempio più lampante è Andrew Tate, uno degli influencer più importanti della manosfera, che addirittura è stato arrestato nel 2022 per traffico sessuale benché predicasse il tradizionalismo e l’“ordine naturale delle cose”.
Insomma dietro questo superuomo che tutto può in realtà si cela un uomo fragile e incoerente. Ma non c’è da stupirsi, infatti questo è il modello più facile da vendere. Questi influencer costruiscono il loro business vendendo corsi su come diventare uomo e cosa potrebbe essere più appetibile per un adolescente se non la promessa di soldi facili e un harem di donne? Insomma questi guru vendono la promozione dei vizi impacchettata come virtù, come un percorso di miglioramento della propria persona.
In un momento della vita in cui si cerca disperatamente un senso, una guida o anche solo un posto nel gruppo, la manosfera si presenta come una scorciatoia seducente: “Segui le mie regole e compra il mio corso e avrai successo, rispetto, donne, potere.” Ma così non ci si integra nella società al contrario ci si isola in una realtà illusoria.
In un epoca in cui i social media vogliono insegnarci cosa sia la mascolinità, forse è il momento di allontanarsi da questi corsi truffa secondo cui basta un abbonamento mensile per diventare finalmente un vero uomo. Essere uomo non significa intrappolarsi in schemi rigidi e obsoleti significa creare dei legami autentici, imparare ad essere bravi padri, mariti, amici, lavoratori perseveranti e soprattutto essere liberi ed essere se stessi.
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