Ultimo Magazine
Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora
Informare Online

Home
La Redazione
  • Speciali
Officina Volturno
  • Storia di Napoli a fumetti
  • Premio "città di Castel Volturno"
  • Informare con l'Arte
  • PCTO nelle scuole
  • Lavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
  • I nostri sostenitori
AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche
Logo Informare Online

Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

Magazine del mese

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026Sfoglia ora

Link Utili

  • Home
  • Contatti
  • La redazione
  • Punti di Distribuzione
  • Sostienici
  • I Nostri Sostenitori
  • Archivio Magazine

Categorie

  • Attualità
  • Ambiente
  • Politica
  • Cultura
  • Spettacolo
  • Sociale
  • Sport
  • Castel Volturno
  • Comunicati Stampa
  • Pubblicazioni Scientifiche

Seguici su

Scarica l'App

© 2026 Informare Online. Tutti i diritti riservati.

Testata giornalistica reg. Tribunale di S. M. Capua Vetere N° 678 del 03/04/2007
Home
La Redazione
Officina Volturno
Inchieste
Video
Sostienici
ApprofondimentiAttualità

Usi civici di Caserta: il patrimonio agricolo della ‘Campania Felix’ inutilizzato 

Luca De Matteis
Luca De MatteisRedazione Informare
5 gennaio 20267 min di lettura

Condividi su

WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram
Usi civici di Caserta: il patrimonio agricolo della ‘Campania Felix’ inutilizzato 

Indice (4)

  • 1Il patrimonio agricolo casertano 
  • 2Il degrado del patrimonio 
  • 3Usi civici: cosa e quali sono in provincia di Caserta 
  • 4Gli strumenti per sfruttare gli usi civici 

La provincia di Caserta possiede uno dei patrimoni agricoli più ricchi d’Italia, ma convive con un degrado che è il risultato di scelte politiche precise. Da un lato c’è una terra fertilissima, dall’altro l’abbandono e la speculazione. L’antidoto esiste ed è tutt’altro che utopico. Secondo l’agronomo Giuseppe Messina, ex vicesindaco di Caserta ed esperto in materia di usi civici, la chiave sta nel recupero e nell’utilizzo intelligente degli usi civici, enormi estensioni di suolo pubblico destinate per legge all’uso collettivo. Capire cosa sono, dove si trovano e perché non vengono valorizzati significa capire una parte decisiva del mancato sviluppo del territorio. 

Il patrimonio agricolo casertano 

Riassumere in poche righe il patrimonio agricolo casertano non è cosa facile. Forse a molti lettori sorprenderà la frase, ma questo territorio presenta delle potenzialità uniche in tutto il mondo: «Se noi guardiamo i Campi Flegrei, il Vesuvio e il vulcano di Roccamonfina – inizia a spiegarci Messina – nei millenni si è sviluppata questa fascia del territorio che viene chiamata Campania Felix, che arriva fino all’area Nocerino-Sarnese, che è in assoluto è l’area più fertile del mondo. Eppure, solo 107mila ettari sono dedicati all’attività agricola, pari al 40% della superficie provinciale, con una media regionale del 48%». Tra l’altro, «le altre province hanno una percentuale maggiore di suolo. In provincia di Caserta l’estensione media aziendale è del 2,7%, la media regionale del 3,6% e quella italiana è 7,4%. Questo numero ci dice che la produttività della terra casertana è superiore al resto d’Italia».

Ma come si caratterizza il territorio da un punto di vista dei prodotti tipici locali della cultura rurale? «C’è una rete di aree protette. A partire da un importante patrimonio sorgivo, che serve per marche di acqua minerale molto importanti: Lete, Natia, Sorgesana, Ferrarelle, Prata… Poi la mozzarella di bufala, che interessa da un punto di vista del DOP tutta la provincia. Nell’area teanese risorsa particolarmente importante – se lo facessero diventare risorsa – è il suino nero casertano. Ci sono: la castagna di Roccamonfina, oli extravergine di oliva, quattro vini con marchio europeo, il formaggio Caso Peruto, oltre ad essere primi per la produzione di fragole. C’è l’area della mela annurca, anch’essa IGP, che sta praticamente in tutta la provincia».

Già iniziando a parlare della mela annurca, Messina inizia ad evidenziare le prime incongruenze: «In effetti, la mela annurca non si produceva in tutta la provincia di Caserta, ma si produceva a Valle di Maddaloni, che è l’area vocata storicamente. Oggi siamo fuori dall’area reale perché il melo è una pianta che cresce in aree fredde. Dopotutto anche l’olivo, che al massimo arrivava in Toscana, oggi arriva a Bolzano: questo per capire i cambiamenti di cui si tende a negare l’evidenza». 

Il degrado del patrimonio 

Ma ora tocca all’altra faccia della medaglia: la mappa del degrado. Il dott. Messina ci mostra la stessa mappa su cui prima si vedevano tutte le aree protette, su cui calano le icone di ciò che simboleggia il degrado: «Discariche autorizzate, impianti di incenerimento, impianti di discariche dismesse, cementifici, impianti industriali, l’inceneritore a Marcianise, un impianto di trattamento rifiuti, cave dismesse, abbandonate o abusive, centri di raccolta materiale, tre discariche di cui due attive, uno stabilimento di tritovagliatura e imballaggio rifiuti, due sedi di stoccaggio rifiuti, tra i quali un impianto di compostaggio ancora in costruzione».

Nemmeno le aree protette vengono risparmiate: «Dove c’è il parco nazionale del Matese c’è una fogna. Poi c’è San Leucio, la zona di Pontelatone e Falciano del Massico, Roccamonfina… In questo cimitero noi produciamo tutti i prodotti di cui parlavo prima». L’agronomo sottolinea anche il problema dei rifiuti: «Il problema del ciclo dei rifiuti passa prima di tutto attraverso l’utilizzazione dell’umido che costituisce il 40%. Quindi, quando nel ’94 iniziò l’emergenza rifiuti, la prima cosa che si sarebbe dovuta fare erano gli impianti di compostaggio. Ma la realtà è che il ciclo dei rifiuti è in mano alla camorra, che detiene praticamente il controllo dei politici colletti bianchi». 

Usi civici: cosa e quali sono in provincia di Caserta 

Ma, allora, come si potrebbe sfruttare questo patrimonio? Gli strumenti ci sono e si tratta dei terreni demaniali destinati ad usi civici. «Si tratta di proprietà collettive, appartenenti alla collettività. I terreni dovrebbero essere utilizzati da giovani residenti disoccupati per realizzare progetti plurimi e attività integrate attraverso il sistema della cooperazione» inizia a spiegarci l’agronomo. Determinate zone potrebbero essere completamente sovvertite con l’utilizzo di questi strumenti: «Le risorse cambiano completamente. Se noi andiamo a vedere il parco del Matese – oggi parco nazionale – dovete sapere che oltre il 60% è soggetto ad uso civico. Però poi a San Gregorio del Matese un privato ci ha costruito un albergo sull’uso civico, e allora capirete che questo è diventato uno strumento passivo per fare clientelismo e interessi personali, di gruppo o di clan».

Tra i comuni con più ettari di uso civico in provincia di Caserta c’è quello di Sessa Aurunca: «Qui abbiamo oltre 1000 ettari di suolo demaniale soggetti all’uso civico, vicino al quale ci hanno messo una discarica, vicino al mare peraltro. Ma lì bisognava investire, prendere 50 giovani di Sessa Aurunca ed eliminare la disoccupazione».

Ci tocca parlare anche un po’ di come sono stati istituiti questi usi civici: «Nel 1927 si pose il problema, visti i conflitti che c’erano fra braccianti poveracci e i proprietari terrieri. E allora fu approvata la legge sulla liquidazione agli usi civici in Italia, che va intesa come sistemazione. Per ogni area furono nominati dei commissari che iniziarono a ricostruire catastalmente tutta la cartografia del comune e cominciarono a segnare tutte le aree che risultavano essere di proprietà pubblica soggetta all’uso civico. C’è stata una seconda ondata negli anni ’80, quando ci fu una legge di passaggio di competenza della materia dallo Stato alle regioni».

Ed è stato con questo passaggio che «sono successi tanti “miracoli” – scherza Messina – come, ad esempio, a Castel Volturno, che aveva oltre 500 ettari di terreno demaniale all’uso civico. Ora ne ha 379, sono scomparsi circa 150 ettari grazie a notai conniventi. Ci hanno costruito centinaia e centinaia di case e l’hanno consentito tutte le amministrazioni: destra, sinistra e centro».  

Gli strumenti per sfruttare gli usi civici 

Eppure, gli strumenti per sfruttare gli usi civici ci sono: «Ci sono le ASBUC (Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico, NdR), associazioni i cui membri vengono votati con la norma relativa alle amministrazioni provinciali. Una volta costituita l’ASBUC, la gestione dei terreni passa ipso iure all’associazione che ne definisce la gestione».

Non solo, secondo la legge regionale campana n. 11 del 17/03/1981, i Comuni non possono limitarsi a “custodire” questi beni, ma devono farli vivere. L’art. 5 impone infatti che i terreni gravati da uso civico siano utilizzati attraverso un vero piano economico, orientato ad attività produttive e compatibili con gli interessi della collettività. E se il Comune resta fermo, la legge prevede pure un meccanismo che taglia corto. L’art. 14 stabilisce che l’ente deve pronunciarsi entro 60 giorni sulle domande di concessione, e che, in caso di inerzia, la domanda si intende accolta.

Questo significa che gli strumenti per agire esistono già. Mancano solo informazione, volontà politica e partecipazione. I numeri parlano chiaro: a Castello del Matese il 72% del territorio è soggetto a uso civico, a San Gregorio Matese l’84%, a Piedimonte Matese il 64%. In contesti simili non si può parlare di sviluppo economico senza affrontare il tema degli usi civici, perché territorio pubblico e risorse coincidono. 

Tags
  • #caserta
  • #usi civici
Luca De Matteis
Redazione Informare

Luca De Matteis

Articoli Autore
Ti è piaciuto questo articolo?Condividilo con i tuoi contatti
WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram

Potrebbero interessarti anche

•
•
•
•

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora

Home
La Redazione
Speciali
Officina Volturno
Storia di Napoli a fumettiPremio "città di Castel Volturno"Informare con l'ArtePCTO nelle scuoleLavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
I nostri sostenitori

Categorie

AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche

Segnalazioni WhatsApp

Hai qualcosa da segnalarci?

Scrivici su WhatsApp. Tuteliamo l'anonimato e la riservatezza delle fonti.

Scrivici su WhatsApp

Seguici su:
Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia

A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...

Davide Puzone•18/09/2026
Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni

La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...

Ilaria Morlando•18/09/2026
Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro

Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...

Mariafrancesca Cafarelli•18/09/2026
RUBRICA. Leggere che passione!
  • APPROFONDIMENTI•
  • CULTURA•
  • MAGAZINE SETTEMBRE 2026

RUBRICA. Leggere che passione!

Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...

Redazione Informare•18/09/2026