
Le proteste degli agricoltori si sono diffuse già da inizio gennaio in diversi paesi europei, tra cui Italia, Germania e Francia, e sono arrivate giovedì 1 febbraio fino alla piazza davanti al Parlamento europeo, a Bruxelles, in occasione di un Consiglio Europeo straordinario, spingendo la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a ritirare la proposta di legge sui pesticidi.
La protesta dei trattori ottiene un primo risultato. Ursula von der Leyen, sblocca la situazione degli incentivi pubblici per gli agricoltori europei. Parlando alla plenaria del Parlamento europeo, la numero uno dell’esecutivo comunitario ha sottolineato che: «Gli agricoltori hanno bisogno di un’argomentazione commerciale valida per le misure di miglioramento della natura, e forse noi non l’abbiamo fatta in modo convincente. Hanno bisogno di un vero e proprio incentivo che vada oltre la semplice perdita di resa. I sussidi pubblici possono fornire tali incentivi».
«Il terreno fertile è sempre stato la spina dorsale del sostentamento di un agricoltore. Ma dal 60 al 70% dei suoli in Europa è ora in cattive condizioni. Possiamo invertire queste tendenze. E molti agricoltori lo stanno facendo. Ma dobbiamo fare di più», ha spiegato Von Der Leyen aggiungendo che «la conservazione della natura può avere successo solo attraverso un approccio dal basso verso l’alto e basato sugli incentivi. Perché solo se i nostri agricoltori potranno vivere della terra, investiranno nel futuro».
La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato l’intenzione di ritirare la proposta di legge per dimezzare l’uso di pesticidi nell’agricoltura europea entro il 2030. La proposta di legge, che già era stata ridimensionata negli obiettivi rispetto alla formulazione originaria, era diventata uno dei principali motivi di contrasto con il movimento di protesta degli agricoltori delle ultime settimane.
Una decisione che subito viene rivendicata dalla premier Giorgia Meloni: «È una vittoria anche italiana l’annuncio della Commissione europea del ritiro della proposta legislativa sui pesticidi», commenta. «Fin dal suo insediamento, infatti, il governo italiano sta lavorando in Europa, con grande concretezza e buon senso, per tracciare una strada diversa da quella percorsa finora e coniugare produzione agricola, rispetto del lavoro e sostenibilità ambientale. Proseguiremo in questa direzione».
Ma le proteste non si fermano: nessuna delle frange degli agricoltori in rivolta considera la decisione di oggi un punto d’arrivo. «È un punto di apertura importante, è la prima proposta parzialmente positiva che sentiamo nell’ultimo periodo. Non condividiamo, però, l’idea di dare più soldi a chi lascia i terreni incolti». A dirlo Danilo Calvani, leader del Comitato degli agricoltori traditi Cra, che aggiunge: «Noi vogliamo i fatti. Chiediamo l’annullamento di tutti i patti bilaterali con Paesi extra Ue che ci stanno uccidendo».
Ignorata inoltre finora la richiesta di rimodellare gli incentivi della Pac, che privilegiano le aziende grandi e ignorano le piccole, condannate a morire.
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