
Il fenomeno delle droghe nel nostro territorio, col passare del tempo, è diventato sempre di più una esigenza primaria da non trascurare. Il numero di individui soggetti al consumo di sostanze stupefacenti è elevato, senza distinzioni tra adolescenti, giovani ed adulti.
In Campania sembra che la tossicodipendenza sia stata “normalizzata”, come se non fosse illegale e pericolosa, mettendo a serio rischio il corpo, le abitudini e le personalità di coloro che ne dipendono. Molti lavorano, guidano e vivono costantemente sotto effetto di stupefacenti, rendendolo uno stile di vita e non capendo che compromette anche le vite del resto dei cittadini. Quello della droga è un sistema chiuso, dove si creano ambienti a sé, in cui il consumo si sposta progressivamente su sostanze sempre più dannose.
Se prima, l’uso tradizionale di droghe legate agli oppiacei (eroina e morfina le più note) e di cocaina aveva un grosso distacco sull’uso di cannabis, adesso non è più così. Questo discorso vale prevalentemente per i giovani, che già tra i 14 e i 15 anni cominciano ad utilizzare frequentemente la cannabis. Per la maggior parte di loro, la droga passa dall’essere una trasgressione ad una dipendenza.
Si comincia dall’averne una relazione mensile o settimanale all’averne una relazione quotidiana. Questo alto tasso di utilizzo, comporta diverse conseguenze importanti. La scuola e relazioni sociali passano in secondo piano, con ragazzi che preferiscono non studiare e non coltivare le proprie passioni, pur di passare il loro tempo libero a “sballarsi”. I SerD (Servizi pubblici per le Dipendenze) regionali segnalano che l’età media dei nuovi utenti in Italia è passata dall’essere tra i 35-54 anni nell’anno precedente, ai 20-44 nel 2023 e la Campania ne è complice. I SerD puntano a curare, prevenire e riabilitare le persone che hanno problemi di dipendenza ed offrono gratuitamente prese in carico mediche e psicologiche ed orientamento a comunità terapeutiche.
Tutti sanno che l’uso di droghe dà inizio ad un graduale processo di riduzione della memoria, della concentrazione e dell’attenzione, ma in pochi sanno quanti altri campi vengono influenzati. A lungo termine, si rischia ancora di più. Potrebbero scaturire disturbi nell’apparato cardiovascolare, polmonare e gastrointestinale, ma quello più danneggiato è il sistema nervoso centrale. Il costante utilizzo si trasforma in ansia, depressione e paranoia, ma allo stesso tempo anche in alterazioni emotive eccessive ed impulsive, causando danni celebrali e problemi di pensiero legati ad insicurezze, indecisioni e confusione. Le droghe comportano anche dei disturbi sul comportamento in pubblico, con i tossicodipendenti che si isolano e soffrono di ansia sociale.
Nello specifico, i vari tipi di droghe danneggiano diversamente il nostro corpo. La cocaina produce problemi renali o infarti cardiaci, la cannabis aumenta il rischio di psicosi e mutamenti nel metabolismo celebrale. Da non escludere l’alcol, che può essere considerato come una vera e propria droga; l’uso frequente distrugge il fegato e il pancreas. Tralasciando la componente scientifica, le sostanze psicoattive proiettano i consumatori in una realtà direttamente proporzionale al bisogno, realtà che si autogiustifica ad esistere solo per accompagnare un esistenza caratterizzata da fughe da sè stessi.
Secondo dati accertati, nel 2024 sono stati segnalati 2.284 casi di consumo di sostanze stupefacenti solo a Napoli e nella rispettiva provincia. La prevalenza delle sostanze cannabinoidi è assurda, 1.951 segnalazioni contro le 214 di cocaina, 68 di crack e 30 di eroina. C’è da dire che la droga sta diventando un fenomeno maggiormente comune e “nascosto”, sempre più trascinato nelle proprie case e di meno per strada. I profili dei consumatori sono numerosi. La maggioranza è composta da individui di sesso maschile, insieme che poi si suddivide in giovani che iniziano spesso con uso di cannabis per sperimentare successivamente droghe pesanti, in adulti che tendono a consumare cocaina e alcol contemporaneamente e in detenuti che accedono alle istituzioni carcerarie con problemi di tossicodipendenza. Eppure, tutto ciò è strano. La Campania è sommersa da servizi disponibili ad aiutare coloro che hanno necessità, come il già citato SerD (almeno 2 per provincia) oppure apposite comunità terapeutiche distribuite su tutto il territorio regionale.
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