
L’Oms ha dichiarato l’emergenza sanitaria globale per il vaiolo delle scimmie e la Campania sta già preparando un piano anti contagio per contenere la nuova variante. L’Ospedale Cotugno di Napoli si è subito attivato dato che già nel 2022 diversi casi furono diagnosticati e curati lì senza complicanze. Il Dirigente d’Infettivologia del Cotugno, il Dott. Alessandro Perrella, ha affermato: “Siamo pronti a fronteggiare ogni evenienza. Ci attendiamo nuove infezioni del nuovo ceppo al termine di questo periodo vacanziero, caratterizzato da viaggi in ogni parte del mondo, ma siamo ancora in una fase di osservazione”.
Infatti a Napoli, al momento, non sono stati registrati casi della nuova variante. “La propagazione sta avvenendo in Africa, dove non c’è una buona diffusione del vaccino. Lì il livello di allerta è massimo specialmente tra villaggi remoti e bambini. In Campania il laboratorio di riferimento del Cotugno è in grado di eseguire il sequenziamento per la diagnosi molecolare per l’infezione da virus del Vaiolo delle scimmie”. Infatti, il Ministero della Salute italiano ha chiesto alle regioni maggiore impegno da parte dei laboratori di riferimento territoriali predisponendo finanziamenti specifici.
Il Ministero della Salute italiano ha diffuso una circolare con alcune indicazioni relative alla malattia causata dal monkeypox virus, conosciuta da tutti come vaiolo delle scimmie. Ma cosa cambia rispetto al 2022? Il rapido aumento dei contagi ha portato ad un’emergenza sanitaria, ma siamo ancora alla fase iniziale di una nuova eventuale emergenza intesa come quella del Covid-19. Tuttavia, bisogna stare attenti e fare chiarezza su come si presenta questa nuova variante (Clade I), rispetto alla precedente (Clade II). La nuova versione si trasmette anche per via respiratoria e sconta una mortalità 10 volte superiore soprattutto tra i bambini con meno di 5 anni. A differenza di Clade I, quella del 2022 si trasmetteva principalmente per via sessuale e per contatto e presentava un tasso di mortalità pari all’1%.
Fortunatamente in Campania i pochi e sporadici casi registrati nel 2022 e nel 2023-2024 sono tutti del vecchio ceppo e non hanno dato luogo a nessun ricovero. Il Dott. Perrella conferma che i pazienti curati all’ospedale Cotugno nel 2022 hanno avuto un esito benigno e la malattia si è risolta da sola nel giro di due o quattro settimane.
In Italia sono stati 1056 i casi confermati di Mpox, di cui 262 collegati a viaggi all’estero. Infatti, secondo il professor Massimo Ciccozzi, ordinario di Epidemiologia e Statistica medica alla Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico di Roma, non bisogna preoccuparsi: “Niente terrorismo, le parole chiave sono prevenzione e monitoraggio. Mpox la considero una malattia dei viaggi. Non c’è alcuna prova che il contagio possa avvenire per droplet a distanza ravvicinata, come il Covid. Il contagio avviene nell’80-85% dei casi ed è per attività sessuale non protetta. La malattia ha una incubazione da 1 a 2 settimane. Per questo è fondamentale che chi crede d’aver avuto comportamenti a rischio non abbia rapporti sessuali non protetti per quel periodo. Magari è infetto ma non lo sa ancora. Il primo sintomo è la febbre e il mal di testa, a tre giorni dalla febbre compaiono le pustole”.
Si consiglia quindi di rimanere calmi e non farsi prendere dal panico, seguendo le raccomandazioni del Ministero della Salute italiano: “Si raccomanda di sensibilizzare i viaggiatori diretti in Paesi con focolai confermati di infezione da virus Mpox clade I in merito al rischio di contrarre la malattia, fornendo loro informazioni pertinenti per proteggere sé stessi e gli altri prima, durante e dopo il viaggio”.
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