
Ieri, venerdì 23 gennaio, Roma ha salutato Valentino Garavani. Ai funerali, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, hanno reso omaggio numerose star di Hollywood e del mondo della moda.
Venerdì 23 gennaio 2026, Roma si è fermata per l’ultimo saluto a Valentino Garavani, scomparso all’età di 93 anni. I funerali hanno avuto luogo presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, sita in Piazza della Repubblica. Una chiesa monumentale, solenne, quasi a riflettere la grandezza dello stilista. La messa, celebrata da don Pietro Guerini, è durata circa un’ora. Al centro dell’omelia, il tema della bellezza come valore umano e morale: «La bellezza salva e produce sogni che cambiano il mondo», ha ricordato il sacerdote, sottolineando come essa non risieda solo nelle grandi opere, ma anche nelle «minuzie, nei gesti positivi abituali». Valentino, d’altronde, ha fatto della cura, della coerenza e della bellezza le sue missioni di vita: «Sono innamorato della bellezza, che ci posso fare?».
La musica classica, profondamente amata da Valentino, ha accompagnato i momenti più intensi della celebrazione. L’ingresso del feretro, avvenuto a Basilica già colma, è stato accompagnato dalle note della Lacrimosa di Wolfgang Amadeus Mozart. Durante l’offertorio, poi, è risuonata l’Ave Maria di Franz Schubert. Al termine della funzione, l’uscita del feretro è avvenuta sulle note de Il nostro concerto di Umberto Bindi. Tra gli interventi più intensi, quello di Giancarlo Giammetti, compagno di vita e socio storico. «Abbiamo sognato le stesse cose. Ne abbiamo realizzate alcune, anche molte», ha detto, ricordando come la maison Valentino sia nata dall’incontro tra i due, così come la Fondazione Valentino-Giammetti. Vernon Bruce Hoeksema, ultimo compagno dello stilista, ha dichiarato: «Era la persona a cui parlavo, non di cui parlavo. […] Non dico addio oggi, ma grazie». La cerimonia si è conclusa con un lungo applauso.
Dopo la recente scomparsa di Giorgio Armani, quella di Valentino lascia una profonda ferita e segna la fine dell’età dell’oro della moda italiana. Proprio dal mondo della moda numerose presenze: Anna Wintour, Donatella Versace, Brunello Cucinelli, Tom Ford, Ermanno Scervino, Pierpaolo Piccioli, Alessandro Michele, attuale direttore creativo della maison Valentino, hanno testimoniato quanto lo stilista fosse stato, oltre che un concorrente, un punto di riferimento unico e immortale. «Un padre della moda italiana, un grande genio del Novecento», lo ha definito Cucinelli. Accanto agli stilisti, numerose star del cinema e muse storiche: Elizabeth Hurley, arrivata tra le prime con il figlio Damian; Anne Hathaway, Claudia Schiffer e Sophia Loren. Presente anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Nei due giorni precedenti ai funerali, la camera ardente aveva accolto circa 10.000 persone.
Valentino Garavani nasce a Voghera nel 1932. Dopo i primi studi in Italia si trasferisce a Parigi, dove frequenta l’École de la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne, la scuola più importante dell’alta moda. Qui impara le regole fondamentali del mestiere: il taglio, la costruzione dell’abito, il rapporto tra tessuto e corpo. Lavora poi negli atelier di Jean Dessès e Guy Laroche, entrando in contatto con un’idea di moda fondata sulla disciplina, sulla precisione e sulla centralità dell’eleganza. Tornato in Italia alla fine degli anni Cinquanta, apre il suo primo atelier a Roma. Il successo arriva nel 1962, con la sfilata a Palazzo Pitti a Firenze, che segna la nascita ufficiale di Valentino come grande couturier.
Valentino Garavani lascia un patrimonio personale stimato tra circa 1 e 1,5 miliardi di euro. Comprende ville (tra cui la residenza sull’Appia Antica a Roma e una villa a Capri), un castello vicino a Parigi, uno chalet a Gstaad (Svizzera), un attico a New York e un palazzo a Londra, oltre a una collezione d’arte di grande valore e beni come lo yacht T.M. Blue One. La maison Valentino, fondata da lui nel 1960 ma venduta nel 1998 e oggi controllata per il 70 % dal fondo qatariota Mayhoola for Investments e per il 30 % dal gruppo francese Kering, non fa parte direttamente del patrimonio personale ma resta un elemento centrale della sua eredità economica nonché simbolica. Poiché Valentino non ha avuto figli né discendenti diretti, tra i probabili beneficiari vi sono Giancarlo Giammetti, la sorella Vanda, il pronipote Oscar Garavani, l’ex compagno Vernon Bruce Hoeksema e altri legati da affetto o da una collaborazione di lungo periodo.
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