
Giugliano, fascia costiera. Ad ascoltare i racconti e le storie di chi ha vissuto e continua a vivere qui da decenni, coloro che riescono ad avere memoria storica degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, l’idea che sobbalzerebbe alla mente di chiunque definirebbe Varcaturo, Licola e Lago Patria, frazioni dell’ormai seconda città della Campania per popolazione, come le nuove località di quel periodo su cui investire economie. Il mare, le spiagge, l’opportunità di diventare, insieme alla confinante Castel Volturno, la “Miami della Campania”, così come la chiamavano allora. Un termine che in realtà veniva utilizzato per l’intero litorale domizio-flegreo. Quella visione, sicuramente un po’ troppo ottimistica se si pensa al grado di paragone, è ormai svanita, sfumata. Anzi, è stata totalmente cancellata.
Colpa della classe politica locale, ma anche nazionale, totalmente assente in un territorio sul quale non ha mai realmente investito o puntato per valorizzarlo. A vincere negli ultimi 40-45 anni sono stati soprattutto la criminalità, l’abusivismo edilizio, il degrado, l’abbandono, oltre alla convinzione dei residenti che questa parte di città fosse considerata di seconda serie rispetto a quella centrale e storica. Lo pensano ancora oggi i cittadini che abitano sul litorale giuglianese. È importante ricordare che, a partire dalla fine degli anni Settanta, la zona sembrava aver intrapreso una buona via di sviluppo, soprattutto dopo i massicci spostamenti di individui e famiglie provenienti da Napoli. Qualcosa però si è inceppato, e non è più stato ripreso. Il rammarico è tanto, e lo si legge negli occhi delle persone quando gli si chiede di parlare dei problemi che vivono.

È ancora possibile tornare alla visione di un tempo? Ci saranno la volontà, i mezzi e, soprattutto, le politiche adatte (e con esse anche i fondi) per riprendere la strada che si scelse ormai quattro decenni fa? Nessuno, ovviamente, conosce le risposte ora, ma c’è chi ci crede eccome. Partiamo da un dato importante: alle ultime elezioni di Giugliano di fine maggio, che hanno decretato la vittoria del neosindaco Diego D’Alterio, c’è una lista che ha totalizzato più di duemila voti, andando oltre le aspettative ed eleggendo due consiglieri comunali in amministrazione. Si tratta di Comitato Civico Costiero, nato diversi anni fa come associazione e che, con l’organizzazione di eventi e giornate volte al recupero, alla valorizzazione e ai problemi di Varcaturo, Licola e Lago Patria, è riuscito a raccogliere un buon numero di consensi, mettendo insieme le proposte e i piani dei residenti. Sono soprattutto loro a credere che la zona di “Giugliano mare” possa essere risollevata; saranno loro nei prossimi cinque anni a portare le istanze dei cittadini in Consiglio Comunale.
Sono d’accordo con quanto scritto fino ad ora Francesco Gambardella e Luigi Ruggiero, i due consiglieri di Comitato Civico Costiero appena eletti che abbiamo incontrato e che faranno parte della maggioranza dell’amministrazione D’Alterio. Gambardella, però, ci ha aperto le porte davanti a un cambiamento che, per chi non risiede in queste zone, è difficile da cogliere: «Quando io e la mia generazione siamo arrivati a Varcaturo da Napoli circa 30 anni fa, era difficile trovare qualcuno che avesse il senso di appartenenza per il luogo. Da qualche tempo, invece, una serie di associazioni impegnate in vari ambiti, vedi per esempio quelle che si occupano di pulire le strade o quelle che seguono la schiusa delle uova di tartaruga in spiaggia, è la dimostrazione di come l’appartenenza al territorio sia cresciuta, soprattutto da parte delle nuove generazioni». Oggi si fa meno fatica a dire “Io sono di Varcaturo” oppure “Io sono di Licola” rispetto al passato. Certo, sono ancora in pochi che non hanno problemi a dirlo, ma il percorso sembra essere quello giusto.
E allora, riprendendo le domande iniziali, si passa ai piani e alle idee per il futuro di Varcaturo, Licola e Lago Patria. Luigi Ruggiero ci dice che bisogna partire da una cosa di vitale importanza per i residenti della fascia costiera: una municipalità. «Abbiamo la necessità di avvicinare questi luoghi ai posti dove si decide per essi. Un bisogno che riscontrano tutti gli abitanti di Varcaturo, Licola e Lago Patria, che sono sicuramente più di 30mila. Il Comune di Giugliano si trova al centro della città, che dista circa 25 km da qui. Per presentare una richiesta, per parlare con il sindaco e con gli amministratori, siamo ancora costretti a metterci in auto e percorrere un tratto di strada lungo», dice Ruggiero.
Il problema di uno spostamento così lungo colpisce ancora di più alcune categorie di persone, come anziani o soggetti non automuniti, che finiscono per rimanere imbottigliati in una situazione paradossale e complessa, le cui soluzioni non sono mai arrivate. In effetti, secondo quanto raccontano i due consiglieri, a detta di legge ci sono tutti i presupposti per istituire un distaccamento del palazzo comunale qui: una norma che risale al 2023, infatti, ha ridotto da 200mila a 120mila il numero di abitanti minimo necessario che una città non capoluogo di provincia deve avere per poter costituire una struttura del genere. Giugliano, ormai, si avvicina alla soglia dei 140mila, quindi rientrerebbe a pieno titolo nella misura. I due consiglieri dicono che questa sarà la prima istanza che avanzeranno in Consiglio Comunale, sperando di riuscire a convincere i colleghi.
Altri due punti fondamentali toccati da Gambardella e Ruggiero sono mobilità e turismo. La prima intesa non soltanto come realizzazione di soli trasporti pubblici da e verso la fascia costiera. L’idea è quella di toccare il tema a 360 gradi. Un sistema di trasporto pubblico efficiente già sarebbe un primo passo importante in una zona che di servizi è quasi del tutto sprovvista, perché aiuterebbe i pendolari a recarsi nei punti di loro interesse e ridurrebbe un altro problema che emerge soprattutto nei mesi estivi: il traffico per il mare e gli stabilimenti balneari. Il piano dei due consiglieri, però, va oltre. «Bisogna intervenire anche sulla mobilità pedonale, partendo dai marciapiedi. Viste le caratteristiche delle nostre strade, si punterà anche su possibili piste ciclabili. Tuttavia, a differenza della municipalità, per la quale sembrano esserci tutte le carte in regola per la realizzazione, quello della mobilità nel complesso è un progetto a medio-lungo termine, ma in cinque anni potremo sicuramente incrementare i trasporti verso Giugliano centro e i comuni limitrofi», sostiene Ruggiero.
Alla domanda su quanto la fascia costiera giuglianese sia “sfruttata” turisticamente da uno a cento, Gambardella risponde: «Forse due. Quando si parla di turismo, nel discorso bisogna far rientrare il turismo balneare, quello alberghiero, ma anche siti e reperti archeologici. In generale, c’è la necessità di mettere in campo delle progettualità che puntino al risanamento ambientale ed edilizio, soprattutto a Licola mare, e a rivivere ciò che accadde negli anni Settanta, quando la fascia costiera giuglianese era molto ambita per la cosiddetta villeggiatura. In un periodo storico nel quale Napoli accoglie migliaia e migliaia di turisti, vogliamo che Giugliano non sia soltanto un ripiego, ma un punto centrale di questi flussi».
Per non parlare della tanta cultura e arte che è presente qui: la tomba di Scipione l’Africano insieme al Parco Archeologico di Liternum, i reperti abbandonati sotto la tomba del Cerbero, il lago, il Parco degli Uccelli. I siti in questione, insieme al mare e alle spiagge, rendono nel complesso il litorale ricco di potenziale da iniziare a sfruttare, visto che fino ad ora non è quasi mai stato fatto. Così come esistono su booking e altri siti online tour guidati che comprendono la visita a diversi luoghi o cose della stessa zona, chissà se un giorno il litorale giuglianese ne potrà avere uno tutto suo.
C’è molto da lavorare e non sarà sicuramente semplice rispettare tutte le promesse fatte in campagna elettorale. Ma, ora che Giugliano ha due consiglieri espressione della fascia costiera e visto lo spirito e il senso di appartenenza trasparito durante l’intervista, i cittadini delle tre frazioni possono nutrire qualche speranza in più per il futuro.
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