
Secondo uno studio condotto dall’University College di Londra e pubblicato sulla rivista Addiction, una singola sigaretta riduce di circa 20 minuti la vita di una persona. “Smettere di fumare è l’unica soluzione, ridurre il consumo serve a poco” dichiara Sarah Jackson, ricercatrice principale del gruppo di ricerca su alcol e tabacco dell’università. Secondo l’analisi, se un fumatore che fuma 10 sigarette al giorno smette il 1° gennaio, potrebbe evitare di perdere un giorno intero di vita entro l’8 gennaio; potrebbe aumentare la sua aspettativa di vita di una settimana se smettesse entro il 5 febbraio e di un mese intero se smettesse entro il 5 agosto. Mentre entro la fine dell’anno, avrebbe potuto evitare di perdere 50 giorni di vita, ha scoperto la valutazione.
La Dott.ssa Jackson poi ha aggiunto: “Le persone in genere sanno che fumare fa male, ma tendono a sottovalutarne l’entità. In media, i fumatori che non smettono perdono circa un decennio di vita. Sono 10 anni di tempo prezioso, momenti di vita e traguardi con i propri cari”. Nel complesso, i nuovi dati suggeriscono che i danni derivanti dal fumo tendono ad accumularsi nel tempo. “La quantità di aspettativa di vita che può essere recuperata smettendo dipende da vari fattori, come l’età e la durata del periodo in cui si è fumato. Tuttavia, smettere di fumare porta sempre ad una maggiore aspettativa di vita rispetto al continuo fumo. Quindi, anche se non si recupera completamente il tempo perso, si evita un’ulteriore riduzione dell’aspettativa di vita”.
L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) ha proposto l’introduzione di una tassa di scopo con l’intento di aumentare il prezzo delle sigarette di 5 euro al pacchetto. L’obiettivo è doppio: da un lato disincentivare il fumo, che è responsabile del 90% dei tumori al polmone, e dall’altro destinare i proventi a sostegno del Servizio Sanitario Nazionale. La campagna #SOStenereSSN, promossa da Aiom, Fondazione Aiom e Panorama della Sanità, è stata presentata in conferenza stampa al Senato, con il pieno appoggio della vicepresidente Maria Domenica Castellone.
Francesco Perrone, presidente di AIOM, ha spiegato che la proposta mira a ridurre il consumo di tabacco e ad accumulare risorse fino a 13,8 miliardi di euro per finanziare il SSN. Il tabagismo, oltre ad essere un fattore di rischio per il cancro al polmone, è collegato anche a malattie cardiovascolari e respiratorie. Secondo le stime dell’associazione, il fumo causa ogni anno oltre 93.000 morti in Italia, con costi superiori ai 26 miliardi di euro. Nel 2023, i nuovi casi di tumore al polmone sono stati circa 40.000. Attualmente, il 24,5% degli adulti (tra i 18 e i 69 anni) fuma, con un aumento particolare tra le donne, che ha portato a un incremento della mortalità per carcinoma polmonare.
Il fumo resta la seconda causa di morte nel mondo con 8 milioni di vittime l’anno e, in Italia, il consumo di sigarette, specie quelle elettroniche, è in crescita tra gli adolescenti. Purtroppo nel nostro paese si fa ancora fatica a capire quanto possa essere dannoso fumare, specialmente se si comincia in giovane età.
Secondo i dati dell’Hbsc (Health Behaviour in School-aged Children) pubblicati sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità e relativi al 2022, l’Italia si posiziona al primo posto tra i 75 Paesi esaminati per quanto riguarda la percentuale di adolescenti fumatori. Il 40% dei 17enni fuma sigarette tradizionali, mentre il 25% utilizza sigarette elettroniche. I numeri sono ancora più preoccupanti se si considerano le fasce d’età inferiori: tra i 15enni, quasi il 30% fuma sigarette, mentre il 20% usa sigarette elettroniche. Tra i ragazzi di 13 anni, che frequentano le scuole medie, circa il 10% fuma sigarette e la stessa percentuale usa sigarette elettroniche.
Nonostante l’Italia abbia adottato diverse misure nella lotta al tabacco quali l’aumento della tassazione, campagne di sensibilizzazione e l’introduzione di un sostegno per smettere di fumare, quello del tabagismo continua ad essere un grande problema. Gli esperti continuano a sottolineare la necessità di intensificare le misure di prevenzione e di educazione per ridurre ulteriormente i tassi di fumatori e per limitare l’impatto del fumo sulla salute pubblica.
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