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Vernice su Palazzo Madama: la protesta e la condanna di "Ultima Generazione"

Gennaro Alvino
Gennaro AlvinoRedazione Informare
4 gennaio 20235 min di lettura

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Vernice su Palazzo Madama: la protesta e la condanna di "Ultima Generazione"

Indice (4)

  • 1La nota rilasciata da “Ultima Generazione”
  • 2La reazione della politica
  • 3A queste dichiarazioni è prontamente intervenuto lo stesso movimento “Ultima Generazione”
  • 4«Ci costituiremo come parte civile»

Nella giornata di oggi il giudice del Tribunale di Roma ha convalidato l’arresto di Davide Nensi, Alessandro Sulis e Laura Paracini, disponendo la loro scarcerazione. Solo una denuncia, per ora, per i restanti due membri del gruppo. I cinque giovani attivisti, appartenenti al movimento “Ultima Generazione“, nella mattinata di ieri hanno imbrattato la facciata di Palazzo Madama, sede del Senato, con della vernice lavabile. L’accusa verso i protagonisti di questa vicenda è di danneggiamento aggravato con il processo per ora è fissato al 12 Maggio 2023.

«Il nostro non è un tentativo di sensibilizzazione ma un grido di allarme» dice una ragazza coinvolta nella protesta. Sul posto sono prontamente intervenute le forze dell’ordine che non hanno trovato alcuna resistenza da parte dei ragazzi che hanno voluto fino all’ultimo percorrere la via della non violenza.

La nota rilasciata da “Ultima Generazione”

Quanto accaduto la mattina del 2 Gennaio all’ingresso del Senato è gesto di “disobbedienza civile” è stato subito rivendicato dai ragazzi di “Ultima Generazione”. Il movimento, nato nel 2021, riunisce cittadini di tutta Italia, per lo più giovani, per un’azione di protesta nonviolenta e di sensibilizzazione contro il disastro ambientale verso cui stiamo andando incontro.

«Siamo l’Ultima Generazione che può fare qualcosa per determinare il futuro dell’umanità. Possiamo determinarlo in meglio, facendo azioni di disobbedienza civile nonviolenta, oppure danneggiarlo irreparabilmente, non agendo e collaborando con chi (come il nostro governo), investendo in combustibili fossili, sta condannando a morte centinaia di migliaia di persone» si legge sulla loro pagina internet.

Quella di ieri mattina a Roma è solo l’ennesima protesta non violenta da parte dei giovani di Ultima Generazione che puntano così, severamente, il dito contro la classe politica italiana colpevole di inadeguato impegno in tematiche ambientali. In seguito alla totale condanna del gesto da parte delle principali figure governative ed il severo intervento dei carabinieri, il movimento ha oggi comunicato: «Ci troviamo di fronte all’ennesimo abuso, a un’azione volta a intimorire e criminalizzare chi sta cercando di portare l’attenzione sul vero crimine che questo governo sta perpetrando. Noi continueremo ad opporci. Questa mattina il palazzo del Senato è stato imbrattato di vernice arancione lavabile da alcuni cittadini che aderiscono alle richieste di Ultima Generazione per l’abbandono dei combustibili fossili, che il governo e la classe politica che lo sostiene continuano a finanziare e incentivare, accelerando il collasso eco-climatico e condannando i loro stessi concittadini a sofferenze e morte».

Immagine articolo

La reazione della politica

Subito è arrivata la totale condanna del gesto da parte dell’intera classe politica italiana: severa è stata la risposta di Ignazio la Russa, presidente del Senato e quindi primo interessato nell’azione di protesta degli attivisti a Palazzo Madama.

«Nessun alibi, nessuna giustificazione per un atto che offende tutte le istituzioni e che solo grazie al sangue freddo dei carabinieri non è trasceso in violenza. Il Senato è stato vigliaccamente scelto perché a differenza di Palazzo Chigi, della Camera dei deputati e di altre istituzioni, non ha mai ritenuto fino ad ora di dover creare un area di sicurezza attorno all’edificio» dice la Seconda Carica dello Stato sottolineando come “solo il sangue freddo dei carabinieri” abbia evitato che la protesta prendesse una piega violenta.

A queste dichiarazioni è prontamente intervenuto lo stesso movimento “Ultima Generazione”

«Sapevamo benissimo che a quell’ora (7:45) di lunedì non avremmo trovato nessun politico e non avevamo intenzione di attaccare nessuno. Eppure per tutto il giorno si è assistito a un patetico profluvio di dichiarazioni di condanna e di deliri complottisti da parte di chi dovrebbe dedicarsi a mettere in salvo il Paese e il suo popolo, invece che preoccuparsi per sé stesso» accusa duramente il gruppo.

«Le cinque persone accusate dell’imbrattamento sono rimaste sul posto in attesa dell’intervento delle forze dell’ordine, nel pieno rispetto dei principi della non violenza, e sono state portate in questura per l’identificazione».

A supporto di La Russa è prontamente intervenuto il Vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri che ha detto: «Spiace che, pur condannando tutti quanto accaduto, una forza politica non si è detta d’accordo con la proposta del presidente. Forse sono più interessati agli alberghi di Cortina…» riferendosi chiaramente al leader del M5S, Giuseppe Conte. A questo attacco diretto risponde il senatore pentastellato Pietro Lorefice che, pur condannando il gesto, ammette la necessità di un nuovo piano per la salvaguardia del clima. «È un atto deprecabile da condannare, rispetto al quale non c’è alcuna ambiguità, ma bisogna aprire un dibattito su un tema importante come quello del cambiamento climatico».

«Ci costituiremo come parte civile»

È avvenuto oggi alle 15:00 il Consiglio straordinario di Presidenza del Senato, indetto ieri da Ignazio La Russa. Al termine della riunione il capo di Palazzo Madama ha dichiarato di volersi dichiarare parte civile «per il ristoro dei danni materiali e morali». Una maggiore sicurezza per la sede del Senato è quella che oggi chiede La Russa per tutelare l’istituzione di Palazzo Madama. «Ma senza blindarlo», ci tiene a sottolineare. «Basta qualche piccolo accorgimento perché vogliamo che il Senato resti il più possibile a contatto con la gente senza farci spaventare, intimorire o condizionare da quattro ragazzotti che pretendono di cambiare il mondo lanciando un po’ di vernice», ha detto oggi la Seconda Carica dello Stato.

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