
La giornata di giovedì 22 febbraio 2024 si apre con una notizia incredibile: per la prima volta in Italia, gli studenti fuori sede avranno accesso al voto senza dover ritornare nel proprio comune d’origine. La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato all’unanimità il decreto-legge Elezioni che consente, in via sperimentale, agli studenti fuori sede di votare alle prossime elezioni europee che si terranno l’8 ed il 9 giugno. Ma perché sperimentale? Lo scorso luglio, un disegno di legge ha assegnato al Governo un periodo di 18 mesi che rispondesse alle lacune tecniche, amministrative ed organizzative in vista dei cambiamenti elettorali.
«Il Governo ha marciato spedito, sollecitando e supportando i comuni nella dematerializzazione delle liste elettorali, completando la migrazione delle liste elettorali nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente, realizzando una simulazione di voto digitale a cui nel dicembre scorso hanno partecipato gli italiani residenti in alcune circoscrizioni estere» sottolinea Wanda Ferro, Sottosegretario di stato.
Approvato a fine gennaio, il decreto legge dovrà poi essere trasformato in legge (entro 60 giorni per non perdere la sua efficacia) in aula dal Senato e dalla Camera. L’esame del decreto dovrà essere ultimato entro il 29 marzo. Essendo un emendamento approvato sia dalla maggioranza, che dall’opposizione, non dovrebbero esserci ripensamenti.
Secondo le associazioni studentesche, gli studenti fuori sede in Italia sono almeno 600mila. Ed una difficoltà che ha accomunato tutti, oltre l’essere lontani da casa, è sempre stata la mancata possibilità di votare senza dover per forza rientrare nel proprio comune di origine. Ma come funziona il voto per gli studenti fuori sede?
Vi sono due meccanismi di voto diversi a seconda che lo studente fuori sede abbia il domicilio nella stessa circoscrizione elettorale del comune di residenza, oppure in una diversa. Nel primo caso lo studente potrà semplicemente votare nel comune in cui vive con molta facilità. Il secondo caso è leggermente più ostico. Lo studente che vive in una città che ricade in una circoscrizione elettorale diversa, dopo aver mandato la richiesta ed aver ricevuto l’autorizzazione, dovrà andare a votare in appositi seggi del capoluogo della regione dov’è domiciliata.
In entrambi i casi, gli studenti fuori sede dovranno inviare una richiesta almeno 35 giorni prima del voto al proprio comune di residenza. In allegato una copia della carta d’identità, della tessera elettorale e di un certificato di iscrizione all’università.
Come dicevamo all’inizio, si tratta di una “sperimentazione” di voto solo per gli studenti fuori sede e solo per le elezioni europee. Purtroppo non vi è ancora nulla di definitivo e di duraturo nel tempo. In più, l’8 ed il 9 giugno ci saranno anche le elezioni amministrative su 3702 Comuni. In quel caso, lo studente fuori sede dovrà decidere se votare solo per le elezioni europee rimanendo nel suo comune di residenza, o per entrambe le elezioni, dovendo però rientrare nel proprio comune di origine.
Sono 600mila gli studenti fuori sede a cui è stata la possibilità di votare a distanza. Restano però fuori i lavoratori fuori sede che in Italia superano i 4 milioni. Per i lavoratori manca ancora una norma e quindi per il momento saranno esclusi. Il PD commenta: «Risultato senz’altro positivo ma ancora parziale. Ci batteremo, in aula e fuori, perché possano votare anche alle elezioni politiche. E insisteremo perché possano votare anche i lavoratori fuori sede e chi abbia problemi sanitari. Non è concepibile che si continuino a escludere intere categorie dal diritto di voto».
Questo rappresenta un grande traguardo per il sistema elettorale italiano, ma si spera sia solo il primo passo positivo di un lungo iter della legge ad hoc sul voto fuori sede in corso al Senato.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...