
A Napoli, da oltre un anno, la Villa Comunale è inaccessibile nella sua quasi totalità. Solo un piccolo tratto laterale è rimasto aperto, una sorta di passaggio simbolico che non basta a colmare l’assenza del grande polmone verde nel cuore della città. Per i quartieri Chiaia e San Ferdinando, tra i più popolosi e densi di traffico, si tratta di un’assenza pesante, che incide sulla qualità della vita quotidiana. È qui che la Villa rappresenta l’unico spazio libero dove passeggiare, portare a spasso il cane, far giocare i bambini o semplicemente trovare un momento di silenzio nel caos urbano.
Ma la Villa non è importante solo per chi ci vive attorno: è un simbolo per tutta Napoli. Affacciata sul lungomare, al centro della passeggiata tra piazza Vittoria e piazza della Repubblica, la Villa Comunale ha sempre rappresentato un luogo di incontro per tutti, un’area di respiro tra i palazzi storici e il mare. Il suo valore è urbanistico, culturale e identitario. Oggi, però, quel luogo è chiuso dietro transenne, attraversato da cantieri lenti e discontinui, con una sensazione crescente di abbandono.
Nel giugno 2024, durante una conferenza stampa in Sala Giunta, l’assessore Edoardo Santagata annunciava un intervento complessivo da 4 milioni di euro per la riqualificazione della Villa. I fondi, spiegava, provenivano in parte dalla Città Metropolitana (1,9 milioni) e in parte dal PNRR (altri 2 milioni circa). L’obiettivo era ambizioso: completare i lavori entro 14 mesi, restituendo alla città un parco rinnovato, con nuovi alberi, restauri monumentali e una fruizione moderna e sicura.
A oggi, però, quel termine è scaduto, e della riapertura completa non c’è ancora traccia. Lo ha confermato ai nostri microfoni anche il consigliere comunale Gennaro Esposito, che ha seguito da vicino l’evolversi della situazione: «I lavori sono in forte ritardo. I fondi ci sono, ma tra appalto, aggiudicazione e avvio dei cantieri si sono accumulati ritardi importanti. E la villa resta chiusa, nonostante fosse stato promesso un tempo di realizzazione relativamente breve». Secondo il consigliere Esposito, sono ancora in corso interventi per la sostituzione delle alberature andate perse e per il restauro dei monumenti presenti all’interno dell’area. Il Comune continua a ribadire l’intenzione di completare tutto entro la fine del 2025, ma nel frattempo i cittadini restano in attesa, tra disillusione e stanchezza.

A farsi sentire sono anche i residenti e i commercianti dei quartieri limitrofi, che da oltre un anno segnalano i disagi. A Chiaia e San Ferdinando, dove gli spazi verdi pubblici sono già pochissimi, l’assenza della villa è un problema concreto e quotidiano. Il Comitato di Vivibilità di Chiaia ha più volte denunciato il ritardo dei lavori, chiedendo maggiore trasparenza e un cronoprogramma preciso. I commercianti della zona lamentano effetti negativi: meno passaggio pedonale, meno turismo di prossimità ed un’atmosfera generale di trascuratezza.
Il cantiere, più che un segnale di rinascita, è percepito come una sospensione indefinita. Le persone che ogni giorno attraversavano la villa per lavoro, studio o semplice svago, ora evitano la zona, riducendo la vitalità commerciale e sociale di un’area già messa alla prova da altri problemi. A rendere più grave la situazione è l’assenza di vere alternative: chi vive in zona ha ben pochi spazi a disposizione per trascorrere tempo all’aria aperta.
Il Comune continua ad assicurare che, entro la fine dell’anno, la Villa sarà completamente riaperta. Ma il tempo passa, e il senso di distanza tra le promesse e la realtà si fa più forte. I lavori vanno avanti a rilento e la mancanza di comunicazione istituzionale non aiuta. Intanto, Napoli resta orfana di uno dei suoi luoghi simbolo. Un parco storico, cuore verde della città, che da troppo tempo non è più dei cittadini.
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