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Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni, i lavoratori non ci stanno

Luca De Matteis
Luca De MatteisRedazione Informare
23 giugno 20264 min di lettura

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Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni, i lavoratori non ci stanno

Indice (1)

  • 1Il Comunicato stampa

Riportiamo di seguito il comunicato stampa diramato dai lavoratori del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni.

I dipendenti hanno voluto porre l’attenzione sull’altra faccia della medaglia. “Chiediamo che questa vicenda non venga raccontata come una mera operazione contabile” scrivono nel comunicato.

Il Comunicato stampa

Il Villaggio dei Ragazzi non è soltanto una struttura scolastica. È un pezzo della storia civile, educativa e sociale di Maddaloni. È il luogo in cui generazioni di ragazzi hanno trovato istruzione, disciplina, accoglienza, possibilità di riscatto e una comunità capace di accompagnarli nella crescita. Toccare il Villaggio significa toccare una memoria collettiva, ma soprattutto il futuro di tanti giovani e di tante famiglie. Oggi quella storia rischia di essere ferita nel punto più delicato: il lavoro e la continuità didattica. Le notizie di questi giorni parlano di contratti a tempo determinato non rinnovati, di lavoratori che dal mese di giugno resteranno senza prospettiva, di chiusura di due istituti ( liceo linguistico e alberghiero) e di una ricaduta diretta sul personale docente e non docente. Dietro ogni contratto non rinnovato non c’è una voce di bilancio: ci sono persone, famiglie, competenze costruite negli anni e relazioni educative che non possono essere cancellate con una comunicazione amministrativa.

Chiediamo che questa vicenda non venga raccontata come una mera operazione contabile. Una scuola non è un reparto da chiudere in silenzio;  la continuità didattica non è un lusso, ma una garanzia per gli studenti, soprattutto in una realtà che ha sempre avuto una forte vocazione sociale.

Il Villaggio ha attraversato anni difficili, procedure complesse, commissariamenti, percorsi di risanamento e tentativi di rilancio. Oggi piu’ che mai serve una scelta consapevole e coraggiosa: salvare ciò che il Villaggio rappresenta, pretendendo insieme trasparenza, programmazione, innovazione e una vera strategia di futuro.

Noi non chiediamo il mantenimento immobile del passato. Chiediamo il diritto a un cambiamento serio. Chiediamo un piano industriale, educativo e sociale, non un arretramento. Chiediamo che il Villaggio venga ripensato come polo moderno di formazione, inclusione, professioni, servizi educativi e terzo settore, capace di dialogare con i bisogni reali del territorio: fragilità giovanile, dispersione scolastica, formazione tecnica, turismo, logistica, accoglienza, competenze linguistiche, educazione alla legalità e cittadinanza attiva.

 Il Villaggio dei Ragazzi non può diventare il simbolo di una resa. Deve diventare il banco di prova di una politica capace di proteggere il lavoro, difendere l’educazione e trasformare una crisi in un nuovo patto con il territorio.

Il silenzio, in questo momento, sarebbe una forma di complicità. Sentiamo il bisogno di dare voce ai nostri pensieri perché la crisi del Villaggio dei Ragazzi non riguarda solo i lavoratori direttamente colpiti, ma riguarda Maddaloni, la provincia di Caserta, gli studenti, le famiglie e l’intera comunità educante. La possibile chiusura o il ridimensionamento degli istituti scolastici, insieme al mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato, rischia di produrre un effetto a catena: perdita di posti di lavoro, impoverimento dell’offerta formativa, sfiducia delle famiglie, ulteriore calo delle iscrizioni, indebolimento definitivo di una istituzione storica. È un meccanismo che va fermato prima che diventi irreversibile.

Il Villaggio dei Ragazzi nasce da una visione: dare ai giovani un luogo in cui crescere, formarsi e costruire dignità. Nel tempo ha rappresentato scuola, accoglienza, formazione professionale, cultura, disciplina, educazione civica, legalità, inclusione. I suoi istituti non sono sigle da accorpare o eliminare: sono percorsi, relazioni, laboratori, docenti, personale, studenti, famiglie. Ogni classe che si spegne è una possibilità in meno per il territorio. Ogni docente che non viene richiamato è una relazione educativa interrotta. Ogni lavoratore lasciato a casa è una competenza che si disperde. Ogni famiglia che perde fiducia nel Villaggio è un pezzo di futuro che se ne va altrove.

Chiediamo alla comunità maddalonese e alle istituzioni di non restare spettatori. Il Villaggio è parte dell’identità cittadina. Difenderlo non significa ignorarne i problemi, ma pretendere che quei problemi siano affrontati con serietà, verità e responsabilità. Una comunità si misura anche dalla capacità di proteggere le sue istituzioni educative quando attraversano il momento più difficile. Invitiamo cittadini, famiglie, ex studenti, associazioni, parrocchie, realtà produttive, sindacati, forze politiche e amministratori a sostenere la nostra voce, che ha come fulcro una richiesta semplice: prima di tagliare, discutere; prima di chiudere, progettare; prima di lasciare a casa i lavoratori, cercare tutte le soluzioni possibili.

Il Villaggio dei Ragazzi non deve chiedere carità. Deve chiedere futuro. E il futuro si costruisce con responsabilità pubblica, coraggio amministrativo e partecipazione della comunità.

Maddaloni non può permettersi un’altra ferita. I ragazzi non possono perdere continuità. I lavoratori non possono essere lasciati soli. Le istituzioni diano risposte, adesso.

                                         I lavoratori a rischio perdita del posto della Fondazione Villaggio dei Ragazzi

Leggi anche: La stangata di Roberto Fico sul Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni

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  • #campania
  • #caserta
  • #Maddaloni
  • #Villaggio dei ragazzi
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