
Da Napoli, ma oltre Napoli. Una comicità frutto di diversi aspetti che si intrecciano tra di loro, con alla base un comune denominatore: l’esigenza di comunicare qualcosa e di farlo attraverso l’ironia, cercando di strappare un sorriso a chi ascolta. Vincenzo Comunale è un comico napoletano, che vive la sua realtà interpretandola attraverso monologhi e spettacoli di stand-up comedy. «Sono nato a Napoli il 23 gennaio del 1996 e sono acquario, come Totò e come Troisi, altrimenti non avrei potuto fare il comico. Ho chiesto al Comune e per il segno zodiacale mi hanno dato il permesso, se fossi stato Capricorno mi sembra che il codice Ateco corrispondesse ad artigiano».
Tra una risata e l’altra, insieme a Vincenzo Comunale abbiamo trascorso una mattinata passeggiando per le strade di Napoli e, lasciando spazio alla spontaneità, abbiamo approfondito il suo modo di intendere la comicità. «La comicità è una forma di comunicazione attraverso la quale si possono veicolare dei messaggi, che possono essere satirici, possono essere delle idee o delle opinioni. Questo è il modo con cui comunico io, è ciò che so fare meglio: se avessi scelto la musica, per dire la stessa cosa magari avrei scritto una canzone. Oggi io cerco di esprimermi attraverso dei monologhi e quindi dietro la risata cerco anche di trasferire le mie idee ed opinioni».
E non manca Napoli in questo modo di fare comicità. C’è la città partenopea, ma c’è anche la consapevolezza di voler definire un’identità che sia lontana dal semplice stereotipo. «Il modo di vivere napoletano ha dentro di sé molta comicità, ma non solo nelle parole e nelle idee, anche nel modo di vedere la realtà. La capacità di sdrammatizzare, di vedere le storture del mondo e di ironizzare, è molto napoletana. Se non fossi napoletano farei una comicità diversa, ma non vorrei mai che la mia si basasse interamente sull’essere napoletano, perché altrimenti andrei a toccare ed alimentare degli stereotipi. Cerco sempre di prenderla come una risorsa, come parte della mia identità per poi costruire un’idea, una narrazione, un punto di vista. Tutte cose che avrei potuto dire anche se fossi nato a New York, ma gli strumenti partenopei mi consentono di accedere ad un tipo di pensiero comico che fa parte di quella inventiva napoletana».
Da “Zelig” a “Battute?”, passando per diversi spettacoli di stand-up comedy, Vincenzo ha iniziato a conquistare il suo posto nello scenario comico campano e nazionale. «Per me la popolarità non è mai stata un obiettivo, ma è la conseguenza di un fatto positivo: vuol dire che stai lavorando bene e che le persone apprezzano ciò che fai. Mi fa piacere quando mi fermano per strada, ma ancora non lo gestisco benissimo. Non sono bravo nell’associazione con nomi e volti, quindi non capisco mai se è perché mi hanno riconosciuto o se invece sono io che non ho riconosciuto un mio amico d’infanzia».
L’arte di far ridere e di comunicare ad una generazione attraverso un taglio comico fresco e diretto. Negli spettacoli di Vincenzo Comunale realtà e quotidianità fungono da punto di partenza attraverso il quale esprimere un concetto. «L’ambiente in cui cresci ti forma ed è parte della tua identità, io non sarei stato la stessa persona e lo stesso comico se fossi nato in un’altra città. È una cosa intrinseca in quella che è la tua personalità, ma non sono d’accordo con chi dice che chi nasce a Napoli ha una marcia in più per quanto riguarda la comicità». È la realtà, quale che sia il contesto, a fungere da stimolo, da materia prima. «A volte ci sono episodi reali che fanno già ridere di per sé e tu devi limitarti a raccontarli, costruendo una narrazione. Io cerco sempre di essere molto naturale e mai esagerato».
Vincenzo Comunale esplora la capacità di indagare la quotidianità, raccontandola in modo spontaneo e senza filtri, portando avanti alla base un’esigenza espressiva e una forte voglia di comunicare. Un giovane comico e autore napoletano che, attraverso una prospettiva unica e caratteristiche singolari, riesce a portare avanti un messaggio per tutti. Da Napoli e oltre Napoli.
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