
Violenza di genere, criminalità minorile, camorra, carceri: queste le problematiche esposte dal procuratore generale Aldo Policastro in occasione della Cerimonia di apertura dell’anno giudiziario tenutasi il 31 gennaio 2026 al Castel Capuano, a Napoli.
La procura di Napoli ha registrato oltre 9.109 procedimenti riguardanti la violenza di genere: maltrattamenti, violenza sessuale e atti persecutori. Inoltre si sono segnalati 10 femminicidi, rispetto ai 5 casi nel 2024. Solo nel tribunale di Napoli Nord, che ha competenza su 38 comuni tra la Provincia di Caserta e la Provincia di Napoli, 2.169 procedimenti. I dati, sebbene stabili rispetto a quelli del 2024, presentano un quadro preoccupante in quanto si evidenzia un abbassamento dell’età sia delle vittime che degli autori. Per quanto riguarda la criminalità minorile, vi sono 8 procedimenti per omicidio, 40 per associazione camorristica, centinaia per armi, 8 per terrorismo ed eversione. Inoltre, la procura per i Minorenni ha registrato 187 procedimenti per reati di violenza di genere. Tra questi, 51 per violenza sessuale.
Il procuratore Aldo Policastro ha sottolineato che la criminalità organizzata è tuttora ben presente all’interno del tessuto sociale del territorio, specie nel napoletano e nel casertano. Anche le camorre si evolvono e, con loro, i modus operandi. Non solo: continua ad essere presente il legame tra famiglia e quartiere o l’area operativa. In più, queste organizzazioni ora interagiscono anche con quelle transnazionali e sono al servizio “di qualunque professionista o azienda per il riciclaggio dei capitali provento delle attività criminali e dell’evasione fiscale”. Il procuratore ha chiesto particolarmente attenzione al settore turistico, che, con la sua crescita esponenziale, risulta esposto a più illeciti.
Preoccupa infine la situazione nelle carceri. In particolare, Policastro ha denunciato il sovraffollamento della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, con un tasso di circa il 154%. Purtroppo, non è un fenomeno sconosciuto in Italia, che registra uno dei tassi peggiori in tutta Europa. Il carcere, vissuto in queste condizioni disumane, perde del tutto la sua finalità rieducativa, rivelando altresì il completo fallimento dello Stato.
Fanno riflettere le parole del procuratore generale Aldo Policastro, il quale afferma che “la magistratura arriva quando la ferita è già profonda”. In un contesto di disagio, povertà, dispersione scolastica, le pene da sole non possono agire come deterrente. Ma si sa: aiutare le famiglie in difficoltà e investire nell’educazione, specie affettiva e sessuale, sono decisamente meno facili da trasformare in slogan.
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