
L’associazione Un Women Italy ha lanciato una nuova campagna per combattere la violenza di genere attraverso la sensibilizzazione. La violenza di genere è infatti una delle emergenze più gravi dal punto di vista umanitario ed interessa tutti i paesi. Il focus della campagna è quindi dire basta, mettere un punto a questa violenza “in tutte le lingue del mondo“.
Ogni dieci minuti, nel mondo una donna viene uccisa. Più di 50.000 all’anno. Una donna su tre ha subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita.
Negli ultimi anni a causa dell’aumento dei conflitti a livello globale le donne hanno pagato un prezzo altissimo e gli atti di violenza nei loro confronti sono aumentati del 50% rispetto al 2015. Nel 2023 sono stati documentati 3.688 casi verificati di violenza sessuale legati ai conflitti con un aumento del 50% rispetto al 2022; nel 32% dei casi le vittime erano minori, prevalentemente ragazze .
A partire dallo scoppio della guerra civile in Sudan il 64% della popolazione necessita di assistenza urgente, ma le donne e le ragazze pagano il prezzo più alto. Più di sei milioni di donne sono state sfollate e molte di loro sono diventate bersaglio di violenze sessuali sistematiche. Infatti a dicembre 2024, la richiesta di servizi per la violenza di genere nel paese è aumentata del 288%.
Le donne sono colpite da attacchi sistematici: attacchi e stupri, infatti, sono parte di una strategia sistematica delle RSF (Rapid Support Forces) e delle SAF (Sudanese Armed Forces) che hanno impiegato la violenza sessuale come strumento per terrorizzare e dominare la popolazione civile. Quasi tutte le aggressioni sessuali documentate — almeno il 97 % secondo fonti governative – sono attribuite ai miliziani RSF.
In Afghanistan da quando i Talebani sono tornati al potere, alle donne è stata tolta ogni possibilità di autodeterminazione. Le donne non possono più lavorare e la loro partecipazione al mercato del lavoro è scesa al 4,8%, rispetto al 69% degli uomini . Le ragazze non possono nemmeno studiare. Di conseguenza c’è una grande carenza di donne tra medici e ostetriche che genera un aumento stimato di 1.600 morti materne e 3.500 morti infantili.
Solo il 6% delle donne ha accesso a Internet. Solo il 6% ha voce in un mondo sempre più digitale, mentre il 25% degli uomini può ancora connettersi, informarsi, partecipare.
Ma anche in questo contesto disperato, ci sono semi di speranza. Nel 2024 molte donne afghane hanno ricevuto sostegno economico da UN Women: un piccolo spiraglio per ricominciare a credere nel futuro.
La nuova campagna di UN Women “In tutte le lingue del mondo” è un appello necessario e sentito, impossibile da ignorare.
Che si tratti del silenzio imposto alle donne in Afghanistan o delle violenze terribili patite dalle donne in Sudan, la violenza di genere parla sempre la stessa lingua: quella del dolore e della sofferenza. È facile voltarsi, liquidare queste problematiche come non nostre, ma la verità è che la violenza di genere colpisce tutti i paesi.
Con questa iniziativa UN Women Italy fa presente che i diritti e la dignità delle donne non hanno bisogno di traduzione, sono diritti fondamentali ed universali che vanno difesi in tutte le lingue del mondo.
Tutti noi nel nostro piccolo possiamo aiutare con una parola condivisa, una presa di posizione con una donazione ad UN Women Italy.
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