
Secondo i dati Istat, la provincia di Napoli ha perso quasi 50.000 residenti under 35 negli ultimi dieci anni, e l’area vesuviana è tra quelle con il calo più netto. Comuni come San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio e Ottaviano registrano una delle età medie più alte della Campania. Un esodo silenzioso e costante che svuota le strade, le scuole, i sogni. Eppure, tra questi vuoti, emergono traiettorie inverse: quelle di chi decide di restare, sfidando la narrazione dominante che racconta la provincia come luogo da cui fuggire. In un territorio spesso schiacciato tra marginalità e retorica del degrado, il ritorno – o la scelta di non partire affatto – diventa atto di resistenza culturale. C’è chi resta per necessità, certo. Ma c’è anche chi lo fa per visione. Perché crede che il Vesuviano non sia soltanto margine della metropoli, ma possibile centro di una nuova progettualità.
«Non è vero che la provincia è un limite, è una sfida. Ma le opportunità ci sono, basta costruirsele», racconta Daniele Vergone, content creator e musicista di San Giuseppe Vesuviano. Nei suoi video, che girano sui social come piccoli cortometraggi, demolisce con ironia e lucidità i luoghi comuni su chi cresce nel Vesuviano. «Siamo persone normali, che studiano, lavorano, creano. È chi sta fuori che dovrebbe aggiornarsi sull’immagine che ha di noi». La sua voce non è isolata, ma parte di una rete più ampia e spesso sommersa, fatta di ragazzi e ragazze che abitano la provincia senza subirla. Non si tratta di eroismi o romanticismi, ma di visione concreta: investire energie, tempo e competenze dove la terra sembra più arida.
Non mancano esempi tangibili. A Somma Vesuviana, l’associazione Tramandars ha promosso e continua a promuovere diversi progetti culturali con lo scopo di riqualificare il proprio territorio. Tra opere, installazioni ed artisti di ogni genere lavorano con l’associazione Amici del Casamale per ritrovare un patrimonio perduto, coinvolgendo la comunità in un processo di riscoperta identitaria.
A Ottaviano, l’associazione “Vicolo della Cultura” anima da anni il centro storico con rassegne teatrali, incontri con autori e laboratori per bambini. Eventi che trasformano spazi marginali in luoghi di comunità e cultura, sottraendoli all’abbandono o alla sola logica commerciale. Inaugurato nel 2025 a San Sebastiano al Vesuvio, il Polo della Sostenibilità Ambientale è un progetto promosso da Let’s Do It! Italy APS. Si tratta di un centro dedicato alla formazione, alla cittadinanza attiva e alla promozione di pratiche ecologiche concrete, come l’educazione ambientale, il monitoraggio dei rifiuti e la rigenerazione urbana.
Restare, qui, è anche una battaglia contro l’invisibilità. Perché la provincia non fa notizia, se non per cronaca nera o folklore. Ma è tra le pieghe di questi paesi che si muove una generazione che chiede di essere vista, ascoltata, sostenuta. Che non cerca compassione, ma alleanze. Che non vuole fuggire, ma restare a cambiare. Per farlo, servono spazi, trasporti, servizi. Ma anche un racconto diverso. Un giornalismo che non si limiti a raccogliere la testimonianza dell’ennesima partenza, ma sappia illuminare chi scommette sul ritorno. Perché nel Vesuviano, oggi, restare può essere la scelta più rivoluzionaria di tutte.
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