
Cercare su google il verbo “espugnare”, primo significato: riferito a luogo fortificato, occupare con la forza delle armi e dopo una lunga lotta. Secondo significato: obbligare a cedere, vincere. Il Napoli espunga Bergamo, piega l’Atalanta 2-1 e manda un segnale forte al campionato, il messaggio recita in modo chiarissimo: chi può fermare questa squadra?
La nona vittoria consecutiva in campionato arriva contro la seconda in classifica. Quell’Atalanta che seguiva più delle altre squadre la scia del Napoli ma che poi viene travolta dalla forza azzurra quando prova ad opporsi allo schiacciasassi partenopeo. Vincere a Bergamo non è mai facile, vincere a Bergamo in rimonta dopo aver subito gol dopo 19 minuti e ribaltarla in meno di quindici è difficilissimo. Niente paura, agli azzurri quest’anno sembra non spaventare nulla, nemmeno un Gewiss Stadium pieno che spinge gli orobici a provarci, ma niente da fare, Osimhen-Elmas segnano i gol che fanno volare la squadra di Spalletti.
L’approccio aggressivo al match tipico del Napoli ce l’ha l’Atalanta che comincia bene e meritatamente passa in vantaggio con un penalty, per un tocco di mano in area di rigore di Osimhen, realizzato da Lookman al 19′. I padroni di casa giocano in pieno stile Gasperini: pressione alta, dietro uomo su uomo, spinta sulle corsie esterne. E il gioco funziona, gli orobici vanno avanti meritatamente. Gli azzurri però non si disuniscono anzi alla prima occasione utile pareggiano i conti, sugli sviluppi di corner, Zielinski pesca bene Osimhen che svetta più in alto di tutti e batte Musso facendosi perdonare subito. 1 a 1 al 23′, ottavo gol di testa del Napoli, nessuno in Serie A segna più degli azzurri di testa.
Se Gasperini la prepara bene, Spalletti non si lascia sorprendere. Il Napoli per tutta la gara accetta il pressing alto sicuro della qualità in uscita col pallone, ma oltre al non rinunciare mai a giocare in ogni zona del campo, gli azzurri fanno valere anche la loro forza fisica: Anguissa vince un duello a centrocampo, serve Osimhen che stravince un altro duello con Demiral, passaggio vincente per Elmas – che fa le veci di kvaratskhelia e ripaga la fiducia dell’allenatore – in area di rigore, il macedone lascia sfilare il pallone sul mancino mandando fuori tempo la diagonale di Hateboer e il Napoli completa il sorpasso al minuto 35.
Una partita di lotta (in campo e sulle panchine), di seconde palle, di rimpalli, di “cazzimma”. L’Atalanta nella ripresa comincia bene come nel primo tempo, la Dea al 53′ approfitta di un errore di Zielinski su un cambio di gioco intercettato da Mahele, l’esterno danese supera Kim in velocità, arriva in area di rigore e calcia verso Meret che con un riflesso respinge, sulla ribattuta Lookman ha la possibilità di pareggiare i conti ma tocca male e una deviazione di Olivera fa sbattere il pallone sulla traversa. Spalletti dopo il pericolo scampato capisce che è il momento di aumentare i muscoli in campo, al 63′ entrano Ndombele e Politano al posto di Zielinski e Lozano. I due hanno un impatto super sulla gara.
C’è da soffrire nel finale, anche se Simeone – entrato al posto di Osimhen al 75′ – con la sua attitudine, grinta, corsa e qualità sfiora il 3 a 1 su assist di Elmas (rimasto in campo 90 minuti). L’atmosfera intanto si fa incandescente, Gasperini dalla panchine le prova tutte mischiando le carte in attacco alla ricerca del gol che per poco non arriva nei minuti di recupero, quando prima Zapata viene anticipato in area di rigore da Juan Jesus di testa e poi Mahele da fuori area colpisce il compagno Scalvini in posizione irregolare, vanificando una conclusione diretta verso lo specchio della porta.
17 tiri totali provati dall’Atalanta contro i 7 del Napoli. Due squadre che si affrontano a viso aperto, un calcio bello, duro e divertente. A spuntarla sono però gli azzurri che dimostrano, ancora una volta, di avere qualcosa in più. A Bergamo non prendono parte alla gara per motivi diversi Kvaratskhelia e Raspadori, e allora Spalletti dimostra, ancora una volta, di avere qualcosa in più, una squadra forte che nessuno riesce a fermare. Prossimo appuntamento: Empoli martedì al Maradona.
Meret 6.5
Di Lorenzo 7
Kim 7
Juan Jesus 6.5
Olivera 6.5
Zielinski 6 (64′ Ndombele 6.5)
Lobotka 7
Anguissa 6.5 (93′ Gaetano s.v.)
Lozano 6 (64′ Politano 6.5)
Osimhen 7.5 (75′ Simeone 6.5)
Elmas 7 (93′ Zerbin s.v.)
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