
Nella giornata di oggi ci è pervenuta in redazione una nota del consigliere comunale d’opposizione Guido Schiavulli.
Il tema è quello dell’allarme sul voto di scambio per le elezioni comunali di Castel Volturno previste per l’8 e il 9 Giugno. Invitiamo i cittadini a denunciare qualsiasi tipo di richiesta illecita, sia attraverso le forze dell’ordine che la stampa.
Ricordiamo che la nostra mail direttore@informareonline.com è aperta a chi volesse inviare materiale di denuncia riguardanti eventuali voti di scambio, promesse elettorali illeggittime e altre tecniche di compravendita.
Teniamo a ricordare che le testate giornalistiche regolarmente iscritte al Tribunale, come Informare, godono della tutela delle proprie fonti, garantendo l’anonimato qualora richiesto. Il voto di scambio e la compravendita sono il male più grande che può essere fatto al territorio, andando a favorire chi inquina i processi democratici con modalità criminali. Chi fa questo durante la campagna elettorale lo farà sicuramente anche nelle sedi di potere.
Di seguito riportiamo la lettera inviata dal consigliere Guido Schiavulli.
“Egregio Direttore
Sono Guido Schiavulli, consigliere comunale a Castel Volturno.
Conoscendo la sua sensibilità, soprattutto per quanto riguarda l’illegalità, nel caso specifico subdola in quanto si approfitterebbe dello stato di indigenza e o di ignoranza delle persone alle quali anche solo 20 euro possono risolvere il pasto serale.
In questi ultimi giorni di campagna elettorale a Castel Volturno si fanno sempre più insistenti le voci alludenti la compra vendita di voti, con un prezzo di mercato che andrebbe dai 20 ai 50 euro, e o moltiplicato per i componenti elettori all’interno del gruppo famigliare.
A comprovare il voto sul candidato concordato, sarebbe la foto della scheda col nome del soggetto beneficiario/acquirente, scattata all’interno della cabina elettorale prima di uscirne, per poi portarlo in visione a colui che chiude “l’operazione” e che paga o salda quanto precedentemente stabilito.
Non tutti sanno che portare lo smartphone nella cabina elettorale è vietato!
E ancor di più utilizzarlo per fotografare il voto espresso, perché integra la violazione del principio costituzionale della segretezza del voto.
Cosa dice la Legge al riguardo?
“È VIETATO UTILIZZARE TELEFONI CELLULARI PROVVISTI DI FOTOCAMERA O ALTRE APPARECCHIATURE IN GRADO DI REGISTRARE IMMAGINI ALL’INTERNO DELLE CABINE ELETTORALI.
EVENTUALI FENOMENI DI CONDIZIONAMENTO DEL VOTO CHE SI DOVESSERO VERIFICA-RE, POTRANNO ESSERE PERSEGUITI DALLA COMPETENTE AUTORITA’ GIUDIZIARIA PENA-LE, AI SENSI DEGLI ARTICOLI 96, 97, 98 E 100 DEL D.P.R. 30 MARZO 1957, N. 361 E DEGLI ARTICOLI 86,87, 88 E 90 DEL D.P.R. 16 MAGGIO 1960, N. 570.”
In Toscana un uomo è stato punito con 15mila euro di ammenda per un episodio svoltosi il 24 febbraio 2013. La condanna è stata confermata dalla Sez. V della Corte di Cassazio-ne, con la sentenza 1° marzo 2018, n. 9400. Secondo i togati la condotta punibile consiste nell’introduzione nella cabina elettorale di strumenti atti a fotografare l’espressione del voto.
I giudici hanno inoltre evidenziato che l’elettore aveva fotografato la propria “espressione di voto”, elemento tale da fare escludere l’ipotesi della “non punibilità per particolare tenuità del fatto”.
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