
Le strade di Wes Anderson e Fondazione Prada si ritrovano con un’exhibition che teletrasporta nella sua ultima opera. Uscito nelle sale italiane a settembre, Asteroid City è il film in mostra a Milano con costumi, quinte e oggetti di scena utilizzati nelle riprese.
L’undicesimo film dell’eccentrico regista riprende vita in quel di Milano. L’esposizione dedicata è disponibile fino al 7 gennaio 2024 nella galleria Nord di Largo Isarco 2. Un viaggio immersivo nel sudovest americano degli anni cinquanta attraverso le scenografie della pellicola. In una città circondata dal deserto, la storia riunisce cinque bambini, un alieno e una quarantena imposta dall’esercito americano. La storia guarda con ironia alle paure sociali e individuali. Mescola fantascienza e lo spirito cinematografico con la ricercatezza compositiva di Anderson.
Lo sguardo all’architettura, la perfezione nei dettagli e le palette cromatiche ben studiate sono dettagli riscontrabili nei suoi film come in mostra. La maniacalità nelle sue creazioni cinematografiche è diventata un tocco distintivo al punto che chiunque ne riconoscerebbe la paternità, anche da un solo frame. Simmetrie, campi larghi, palette cromatiche nei toni caldi, sono le parole chiave che descrivono il lavoro del regista statunitense.
L’esperienza in sé fa respirare l’aria da set. Divisa in sezioni, è accompagnata da tracce audio collegate al film. Il visitatore viene guidato nel viaggio tra scenografie e oggetti utilizzati per le riprese. Molti elementi ora esposti sono stati dipinti a mano dal team internazionale che segue il regista. Pacchetti di sigarette, mappe, opuscoli, insegne, confezioni di gomme da masticare, persino i pupazzi mossi in stop motion.
Già nel 2015 lo stesso Anderson collaborò con la Fondazione per realizzare Bar Luce. Un locale in stile anni ’50 progettato dal regista. Nato con l’intento di riproporre lo stile di un vecchio caffè milanese, riprende con minuziosità l’ambientazione di un possibile film di Anderson. Situato nella stessa Fondazione, è il break perfetto in cui sostare dopo l’installazione di Asteroid City.
Anche gli outfit dei suoi personaggi sono impeccabili come ogni singola inquadratura. Studiati con attenzione maniacale, attingono all’iconografia degli anni sessanta e settanta. I costumi indossati dagli attori di Asteroid City sono visibili in mostra. Come tutti i vestiti di scena dei film di Anderson, sono ideati da Milena Canonero. La costumista collabora con il regista da anni. Proprio questo legame lavorativo è valso un Oscar ai migliori costumi per il film Grand Budapest Hotel nel 2015.
Tra il visitare una parte di set e un’altra, ci si può anche rinfrescare con un drink. L’Asteroid Martini nasce per onorare l’esperienza tra l’artista del cinema e la Fondazione. Con simmetrie, estetica classica ma retrò, si può vivere un’esperienza in stile Wes Anderson ben oltre il trend di Instagram.
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