
“Wicked“, il film diretto da Jon M. Chu, ci trasporta nel magico Regno di Oz molto prima dell’arrivo di Dorothy, svelandoci la storia mai raccontata di Elphaba e Glinda, destinate a diventare la Strega Cattiva dell’Ovest e la Strega Buona del Sud. Basato sul romanzo “Strega. Cronache dal Regno di Oz in rivolta” di Gregory Maguire e sull’acclamato musical di Broadway, il film si presenta come un prequel che amplia e arricchisce il mondo fantastico creato da L. Frank Baum.
La narrazione, divisa in due parti, inizia presentandoci Elphaba, una giovane donna nata con la pelle verde e dotata di straordinari poteri magici. Il suo aspetto la rende oggetto di discriminazione e isolamento, spingendola a costruire una corazza di diffidenza e rabbia. Al suo fianco troviamo Glinda, la ragazza popolare, che rappresenta l’ideale di bellezza convenzionale. L’incontro tra le due, inizialmente segnato da diffidenza e competizione, si trasforma in un’amicizia inaspettata che sfida i pregiudizi e le convenzioni sociali. Tuttavia, la loro amicizia è destinata a essere messa a dura prova dagli intrighi politici e dalla corruzione del Regno di Oz. Elphaba, sempre più consapevole delle ingiustizie che la circondano, si ribella al potere del Mago, trasformandosi agli occhi del popolo nella temuta Strega Cattiva dell’Ovest.
Ma guardiamo oltre la superficie, cosa spinge un individuo a compiere scelte così drastiche? Quali sono le ragioni che indirizzano una persona “buona” verso il proprio lato più oscuro? “Wicked” non si limita a rivisitare una fiaba classica, ma si spinge oltre, esplorando la complessità della natura umana e il labile confine tra bene e male. Elphaba rivela, in maniera potente ed incisiva, come la malvagità non sia una caratteristica innata, ma un frutto avvelenato di esperienze traumatiche e di un contesto sociale ostile. La discriminazione, il bullismo e l’emarginazione subiti fin dall’infanzia la trasformano da giovane donna, idealista e compassionevole, in una figura tormentata e assetata di vendetta.
Non mancano, tuttavia, sfumature e complessità. La visione offerta dal film non ci appare manichea, semplificata o rigida nella divisione categorica netta del mondo. Glinda, pur incarnando l’archetipo della “buona”, si rivela un personaggio sfaccettato, con le sue debolezze e le sue contraddizioni. Viene rivelata la sua progressiva evoluzione, da ragazza superficiale e concentrata sulla propria popolarità a donna capace di empatia. Ecco che, il confronto tra Glinda ed Elphaba ci invita a riflettere su come le esperienze plasmino profondamente la nostra identità, le nostre scelte, il modo di approcciare ed agire. La realtà umana è più complessa e sfaccettata di quanto le nostre etichette possano suggerire. Ciò che appare come un chiaro contrasto tra bene e male può rivelarsi, ad un’analisi più approfondita, una questione di prospettiva e di circostanze.
Facciamo un altro passo avanti nell’interpretazione della storia. “Wicked” offre spunti di riflessione più profondi, nascosti tra le pieghe della narrazione. La discriminazione subita da Elphaba per il suo colore verde diventa metafora per ogni forma di pregiudizio e intolleranza basata sull’aspetto fisico, la religione, l’orientamento sessuale o l’origine etnica. Alcuni critici, inoltre, hanno interpretato gli animali parlanti di “Wicked” come un’allegoria per gruppi sociali vittime di oppressione e discriminazione. La loro progressiva perdita della voce e dei diritti civili, orchestrata da un regime autoritario, riflette la realtà storica di molti gruppi minoritari privati dei loro diritti fondamentali. Questa lettura allegorica aggiunge un ulteriore livello di complessità al film, che invita a riconoscere le dinamiche di potere e le forme di oppressione presenti nella nostra società.
“Wicked” rappresenta un punto di incontro vivace ed espressivo tra la cultura del musical, tipicamente americana, e il grande pubblico del cinema. Un successo planetario che dal 2003, con repliche ininterrotte a Broadway e in tutto il mondo, continua a far sognare e appassionare il pubblico. La trasposizione cinematografica, con un cast d’eccezione che include Ariana Grande e Cynthia Erivo, ha tutte le carte in regola per conquistare un pubblico ancora più vasto, raggiungendo anche coloro che non hanno familiarità con il genere. In Italia, dove la cultura del musical non gode della stessa diffusione di altri paesi, “Wicked” potrebbe quindi diventare un apripista per altri musical di successo, avvicinando il pubblico italiano a questa forma di spettacolo tanto affascinante, quanto sconosciuta. La trama avvincente, le musiche travolgenti e la straordinarietà della messa in scena concorrono, infatti, al coinvolgimento di un pubblico trasversale, vivace ed eterogeneo, creando un’esperienza condivisa che va ben oltre le barriere culturali e generazionali.
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