
Sotto questo punto di vista la Campania è fertile?
«Il vulcanismo recente ha condizionato l’assetto litostratigrafico delle aree campane con enormi e diverse quantità di geomateriali vulcanici in seguito alle imponenti eruzioni. L’eruzione dell’Ignimbrite Campana, di circa 40.000 anni or sono, scaturita da un evento vulcanico riconducibile all’area flegrea, ha prodotto un quantitativo importante di tufi vulcanici (ignimbriti) presente in tutte le provincie campane. Quella di Caserta, ad onor del vero, detiene il primato sia in termini di volumi di materiali estratti che potenzialmente estrattivi. Esistono, tuttavia, geomateriali di provenienza vulcanica ma anche sedimentaria e metamorfica. I minerali autigeni dell’eruzione dell’Ignimbrite Campana, e non solo, sono stati, sono e saranno strategici per il comparto estrattivo campano. Basti pensare alla produzione dei blocchi di tufo, aventi caratteristiche termiche e strutturali tanto pregiate da essere utilizzate in edilizia sia per la costruzione di edifici storici che residenziali. Tuttavia, negli ultimi anni sono state condotte ricerche sulla minerogenesi di questi depositi vulcanici portando alla luce la marcata presenza di minerali industriali ad altissimo impatto tecnologico come le zeoliti (roccia che bolle) naturali. In particolare, la phillipsite e la cabasite sono due zeoliti naturali presenti all’interno di questi depositi con proprietà tecnologiche pregiatissime tali da renderle utili in numerosi impieghi, reali o potenziali, nei settori zootecnico, agronomico, enologico, biosensoristico, farmaceutico, ambientale, energetico, ecc.».
I vulcani e le eruzioni rappresentano risorse o rischi?
«Si tratta di temi scottanti che aprono scenari interpretativi di difficile declinazione. Personalmente, mi sento di dire che il bordo peritirrenico della nostra regione è caratterizzato da tanti vulcani attivi e non, che hanno garantito la costante presenza di materiali utili all’uomo. Nel nostro territorio è il caso di dire: “La geologia dei luoghi la si legge nei monumenti.” Quasi tutti gli edifici della città di Napoli, per esempio, sono stati costruiti utilizzando materiali vulcanici. I vulcani se presi per il verso giusto garantiscono la sopravvivenza della specie umana, e non il contrario».
Quale futuro estrattivo ha la provincia di Caserta?
«Le potenzialità estrattive, in termini di minerali industriali, sono imponenti. Purtroppo negli ultimi anni si è pensato molto ad estrarre nelle cave di tufo, soprattutto per la produzione di blocchi sagomati ai fini edilizi. Considerando l’importanza delle zeoliti naturali c’è da pianificare nuovamente tutto il comparto, muovendosi però con molta cautela, a mio avviso, modificando alcuni articoli del PRAE (Piano Regionale delle Attività Estrattive), ma soprattutto pensando alla fase di riqualificazione ambientale al seguito dell’estrazione. Condizione mai affrontata con rigore nei nostri territori. Mi riferisco ovviamente all’utilizzo delle cave a fossa inattive che, per lo più, sono diventate discariche per rifiuti solidi urbani e non solo».
Tratto da Informare n° 173 Settembre 2017
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