
È passato già un anno e mezzo da quando la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo fece fare una figuraccia secolare all’Italia (e alla Campania), dichiarandola colpevole di aver violato il diritto alla vita e il rispetto della vita privata dei cittadini abitanti nella cosiddetta “Terra dei fuochi”, a causa dell’omessa adozione di misure adeguate ad affrontare l’inquinamento ambientale in tale zona.
A questa sentenza sono conseguiti degli obblighi, con scadenza di due anni: un piano di prevenzione efficace, che il Paese ha commissariato al generale Giuseppe Vadalà. Quest’ultimo si sta occupando delle bonifiche dei siti principali; come lo sta facendo? Vi stupirà sapere che non è questo il tema dell’articolo.
Già. Per quanto sia di per sé controverso il piano di bonifiche che si sta attuando, con risorse che appaiono insufficienti, il motivo per cui avete letto quel titolo così forte è un altro. Si tratta di un altro tipo di prevenzione, quella secondaria. L’altro punto della sentenza CEDU che l’Italia e la regione Campania stanno facendo finta di non vedere.
Se sulle bonifiche si stanno stanziando risorse, per la prevenzione sanitaria tutto tace. A dircelo è stato il dott. Gaetano Rivezzi, presidente di Medici per l’ambiente in Campania:
«I cittadini dovevano essere tutelati per quanto riguarda le patologie che sono correlate all’ambiente e di queste abbiamo una correlazione con le patologie cardiovascolari, endocrine ma prevalentemente anche tumorali. Abbiamo dei numeri di pazienti che hanno sofferto, soffrono questo impatto ambientale così forte e noi sappiamo che dove c’è inquinamento ci sono più morti per cancro. È una certezza che è venuta fuori da molti studi scientifici».
Tanto che una delle proposte, inascoltate, è quella di un coefficiente ambientale tra le varie zone, che certifichi quanto l’impatto ambientale sia incidente in una persona che nasce in un posto rispetto ad un altro nella probabilità di contrarre un tumore, al fine di stanziare risorse sulla base di quel coefficiente:
«L’inquinamento aumenta la predisposizione ad alcune delezioni epigenetiche nel nascituro. Queste in pratica fanno in modo che il neonato possa sviluppare poi una patologia tumorale o altre di questo genere. Per questo abbiamo bisogno di dare un benefit alle persone che vivono nella Terra dei fuochi, un’esenzione ticket per quanto riguarda tutte le patologie che abbiamo detto prima. Il danno da patologia oncologica andrebbe rimborsato a questa gente offrendo dei servizi migliori, per una migliore qualità della vita».
Quello a cui assistiamo sono uno Stato e una Regione che sembrano chiudere entrambi gli occhi sulle mutazioni che la nostra società civile subisce sotto gli effetti dell’inquinamento ambientale.
Un esempio emblematico sono i dati del tumore alla mammella, quello più frequente nelle donne, che non solo ci dicono che c’è stato un aumento del 40% dei casi negli ultimi 20 anni, ma anche che «insorge molto prima rispetto agli anni passati e quindi in una percentuale molto alta nelle donne sotto l’età dello screening gratuito».
Eppure, la soglia dello screening in Campania è ancora 45 anni, al pari di altre regioni. Per di più l’adesione a questi screening è molto bassa, sotto il 30%, mentre per avere uno screening valido dovrebbe essere superiore al 75-80%.
Di fronte a questi numeri, il nostro Paese se ne sbatte altamente, almeno per ora. Ma non è più tempo di voltare la faccia, non ci sono più scuse, perché, come ricorda in ultima istanza il dott. Rivezzi, «finalmente le Asl hanno dichiarato che in Campania ci sono 36mila nuovi casi di incidenza ogni anno.
E sappiamo che c’è un’incidenza e mortalità oncologica superiore dell’11% rispetto alla media. Quindi è documentato: abbiamo un aumento di incidenza nelle zone dove c’è un maggiore impatto ambientale».
È documentato; ed è anche colpa vostra. È vostro dovere fare qualcosa. Anche perché, non ve l’ho ancora detto, giornalista e intervistato di questo articolo sono due vittime delle vostre colpe. Chi meglio di noi può rinfacciarvelo.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...