
“Non siamo solo braccia, siamo persone!”. Lo ripeteva spesso Mamadou. Lo ripeteva perché non si stancava mai di difendere i diritti dei più poveri, dei più deboli, dei più sfruttati. Era un combattente vero, uno di quelli che con il suo carisma era capace di coinvolgere migliaia di persone, non solo senegalesi, che non si tiravano indietro se a chiederlo era lui.
Arrivato in Italia da irregolare nel 2002 come tanti suoi conterranei, Mamadou era riuscito ad ottenere il permesso di soggiorno soltanto nel 2008. Da quel momento in poi era diventato un importante punto di riferimento per i tantissimi immigrati africani della provincia di Caserta, sicuri di poter contare su di lui per un aiuto burocratico sulle pratiche per l’ottenimento del permesso di soggiorno o semplicemente se non si aveva un posto dove poter trascorrere la notte. Da Presidente della Comunità Senegalese si è sempre battuto per la regolarizzazione di un mercatino multietnico sul comune di Caserta. Ha spesso rivendicato con scioperi e manifestazioni il rispetto dei diritti dei lavoratori, chiedendo salari e condizioni adeguate. Ha combattuto contro gli sfruttatori e i caporali del lavoro nero.
E allora addio Mamadou. Mancheranno le tue battaglie, i tuoi sorrisi, le tue grida di lotta da quel megafono bianco che brandivi ad ogni manifestazione. Siamo sicuri che la tua forza e le tue idee oggi più che mai abitano nei tanti che sono stati al tuo fianco e non si sono mai arresi di fronte alle ingiustizie di questa terra.
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