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Allarme clima: l'ultimo decennio è il più caldo di sempre

Redazione Informare
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3 febbraio 20204 min di lettura

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Allarme clima: l'ultimo decennio è il più caldo di sempre

Sentire il calore del sole sulla pelle in pieno inverno. Indossare una t-shirt al Polo Nord. I ghiacciai che si sciolgono. Incendi devastanti, cicloni e scenari apocalittici.

Queste immagini non riguardano la fantascienza. Almeno non più. Nonostante il negazionismo di personaggi politici nazionali e internazionali, i cambiamenti climatici si mostrano sempre più evidenti in tutto il mondo. A provarlo non sono solo i nostri sensi, ma i dati costantemente monitorati dalle organizzazioni specializzate.

Secondo la NASA, nel 2019, le temperature globali della superficie terrestre sono state le seconde più calde (dopo il 2016) dal 1880, quando sono iniziate le misurazioni moderne. A luglio, nell’Artico canadese per la prima volta nella storia, è stato sfondato il muro dei +20°C.
Ma non si tratta di un caso isolato: la temperatura sta aumentando progressivamente e un impressionante time-lapse realizzato dall’agenzia, mostra l’accelerazione che ha subito il Pianeta dal 1880 al 2019. Anche l’ultimo rapporto dell’Organizzazione Metereologica Mondiale (OMM) mostra che le temperature medie degli ultimi 5 anni sono le più alte mai registrate e che la temperatura media globale della superficie è di +1,1 gradi rispetto all’epoca preindustriale e di +0,2 gradi rispetto al periodo 2011-2015. Ovviamente non tutte le zone della Terra hanno sperimentato simili livelli di riscaldamento. L’Europa, come mostra il rapporto dell’agenzia europea Copernicus, ha risentito di anomalie nella temperatura molto marcate. Anche dall’Italia, arrivano conferme sull’aumento delle temperature medie: secondo l’Istituto ISAC di Bologna e l’Osservatorio Geofisico di Unimore, gli anni del decennio 2010-2019 sono stati i più caldi mai osservati. Il mese di dicembre del 2019 è stato il secondo più caldo dal 1800 a oggi con, ad esempio, Torino che ha registrato una massima di 17,8 gradi e Palermo e Napoli che hanno raggiunto i 19.

Immagine articolo

Sull’onda del riscaldamento globale è aumentata la concentrazione di eventi estremi.

Secondo l’OMM, nel periodo 2015-2019 i disastri dominanti sono stati tempeste e inondazioni; le ondate di calore sono state invece il pericolo meteorologico più mortale e hanno colpito tutti i continenti. Nel 2019 si sono verificati incendi senza precedenti nella regione artica e se n’è registrato un numero superiore alla media in Australia, Indonesia e Brasile.

In Italia, il dissesto idrogeologico, le scelte urbanistiche sbagliate e l’abusivismo edilizio rendono gli impatti ancora più drammatici. Legambiente ha riportato 563 i fenomeni meteorologici estremi che dal 2010 a oggi hanno provocato danni sul territorio sia in termini economici, infrastrutturali e culturali, sia in termini di vite umane. 231 vittime, 50mila persone evacuate e 14 miliardi di danni. Secondo il Climate Risk Index siamo solo il sesto Paese al mondo per vittime provocate da eventi climatici estremi verificatisi dal 1999 a oggi e il diciottesimo per perdite economiche pro capite. Solo nel 2019 si sono verificati 85 casi di allagamenti da piogge intense; 54 i casi di danni da trombe d’aria, 5 di frane causate da piogge intense e 16 esondazioni fluviali. Tuttavia, le ondate di calore sono state il pericolo meteorologico più mortale nel periodo 2015-2019, colpendo anziani, bambini e persone affette da malattie cardiovascolari e respiratorie. Uno studio ha valutato gli effetti del caldo sui ricoveri ospedalieri in bambini residenti in 12 aree e ha evidenziato un significativo incremento del 12% nei ricoveri pediatrici per cause respiratorie, associato ad una variazione della temperatura giornaliera.

Immagine articolo

La nostra regione non è stata esente.

In particolare, nel capoluogo partenopeo sono ormai sempre più frequenti casi di eventi climatici estremi, soprattutto legati alle forti ed improvvise precipitazioni e alle trombe d’aria. Napoli ha registrato 12 eventi dal 2010 ad oggi con i dati più rilevanti per i casi di danni ed interruzioni alle infrastrutture.

Utilizzando modelli climatici e analisi statistiche dei dati, gli scienziati hanno potuto concludere che l’aumento delle temperature è stato determinato principalmente da maggiori emissioni nell’atmosfera di anidride carbonica e altri gas serra prodotti dalle attività umane. Infatti, secondo l’OMM le emissioni di gas serra sono aumentate a livelli record con tassi di crescita superiori di quasi il 20% rispetto agli anni 2011-2015. È facile dunque prevedere che questi record non saranno una rarità nel futuro, esponendoci ad eventi meteorologici sempre più estremi.

Tutto questo non è fantascienza. Almeno non più. Nel 2020 occorrono azioni concrete, a partire dal piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici di cui l’Italia, purtroppo, è ancora sprovvista.

di Giorgia Scognamiglio

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  • #ambiente
  • #Cambiamento climatico
  • #Clima
  • #riscaldamento globale
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Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

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