
Se la pandemia, in primo luogo, ha privato ognuno di noi di qualsiasi forma di contatto, un altro lato di essa, che non può essere trascurato, è sicuramente l’impatto ambientale che l’emergenza covid-19 ha avuto sulla nostra penisola. Scie di rifiuti tra cui mascherine, oggetti sanitari e guanti usa e getta, sono stati rinvenuti sulle spiagge italiane, nonostante tutti gli sforzi per ridurli.
L’allarme preoccupante è stato lanciato da “legambiente” che, come ogni anno, ha proposto “Beach litter”, l’indagine statistica mirata a censire monitorare i rifiuti, al fine di sensibilizzare le persone riguardo l’argomento e difendere il nostro pianeta.
Le volontarie e i volontari di Legambiente hanno monitorato 47 spiagge in 13 regioni ovvero: Abruzzo, Basilicata, Toscana, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto. in esse sono stati censiti 36821 rifiuti in un’area totale di 176 100 mq. Una media di 783 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia che supera di gran lunga il valore soglia o il target di riferimento stabilito a livello europeo per considerare una spiaggia in buono stato ambientale, ossia meno di 20 rifiuti spiaggiati ogni 100 metri lineari di costa.
I numeri sono particolarmente allarmanti specialmente considerando gli sforzi da parte degli ambientalisti per ridurre la produzione e l’uso di plastica, in questi ultimi anni. Al contrario, la plastica resta ancora il materiale più trovato dei rifiuti spiaggiati. Su circa un terzo delle spiagge campionate, la percentuale di plastica eguaglia o supera il 90% del totale dei rifiuti monitorati, mentre sul 72% dei lidi monitorati sono stati rinvenuti guanti usa e getta, mascherine o altri oggetti riconducibili all’emergenza sanitaria Covid-19. In 5 spiagge di Campania, Lazio e Sicilia, sono stati rinvenuti anche dischetti utilizzati come biofilm carrier nei depuratori.
Proprio per questo sono importanti le campagne di informazione, sensibilizzazione e volontariato per la rimozione dei rifiuti. Come Legambiente sta facendo da anni con Spiagge e fondali Puliti, un’iniziativa di volontariato che nei giorni del 14, 15 e 16 maggio propone di ripulire con l’aiuto di volontari le spiagge e i fondali del nostro paese.
In particolare in Campania sono tanti gli appuntamenti che vedranno impegnati tantissimi volontari in numerose località. Ieri Sabato 15 maggio presso la Spiaggia Oasi Dunale Paestum è stato organizzato un flash mob per richiamare l’attenzione sul processo per lo sversamento in mare di 130 milioni di filtri di plastica dal depuratore di Capaccio Paestum, nel febbraio del 2018 dove Legambiente è stata ammessa come parte civile, la cui udienza si celebrerà la settimana prossima. Un’altra iniziativa è presso la litoranea di Pontecagnano spiaggia attigua Lido Albatros. Spiagge pulite prosegue anche nelle prossime settimane con iniziative di pulizia a Pollica-Pioppi, e a Salerno presso spiaggia contigua presso il porticciolo di Pastena.
Tutti questi dati sono sufficienti per chiedere a gran voce che l’Italia emani entro il 3 luglio 2021 il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea pensata per bandire e ridurre la produzione e commercializzazione di alcuni prodotti di plastica monouso su tutto il territorio nazionale.
di Benedetta Calise
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