
Quando parliamo del problema rappresentato dalla plastica occorre tener presente che è doveroso muoversi su due binari paralleli. Da una parte, l’obiettivo a lungo termine, dev’essere quello di procedere verso una drastica riduzione dei materiali derivati dal petrolio e la loro progressiva sostituzione con le rispettive alternative green come la bioplastica di canapa o il legno liquido. Parallelamente però, si devono trovare delle soluzioni ingegnose e immediate per riutilizzare la plastica scartata che altrimenti finirebbe per inquinare l’ambiente ed avvelenare i mari. Come? Una sorprendente soluzione ci arriva dall’altra parte del mondo: EcoDomum.
Messico, 2017. Dall’intuizione di Carlos Daniel González, fondatore e CEO dell’omonima startup, nasce un progetto che cerca di risolvere due difficili problemi: povertà e plastica.
La società EcoDomum si occupa di comperare la plastica dai centri di raccolta (il Messico si classifica al dodicesimo posto tra i maggiori consumatori di plastica, con un consumo medio di 5 milioni di plastica l’anno) dopodiché procede a smistare quella utilizzabile da quella che, invece, bruciando produce fumi tossici. Una volta separata, la plastica, viene “fusa” alla temperatura di 350° gradi centigradi e successivamente fatta scorrere all’interno di una pressa idraulica che comprimendo e raffreddando il materiale, lo trasforma in pannelli, da 2 metri per uno, con uno spessore di due centimetri.

Come si intuisce facilmente, questi pannelli vengono utilizzati per costruire, in apposite aree, vere e proprie abitazioni da 50 metri quadrati circa, dotate di bagno, soggiorno, cucina e camere. Data la leggerezza della plastica e la sua capacità di resistere nel tempo, le abitazioni di EcoDomum vengono costruite in una settimana e possono durare oltre 100 anni. Grazie anche ad un programma di sussidi per l’eco-edilizia abitativa, queste case vengono assegnate a prezzi praticamente abbattuti, circa 5000 pesos (250 euro) ad abitazione, alle famiglie più povere che in Messico sono 11,5 milioni di persone (il 10% della popolazione).
EcoDomum, in questo modo, ha già realizzato più di 500 case di plastica riciclata in tutto il Messico, e l’azienda ha stretto una partnership con i raccoglitori locali di immondizia per garantirsi un costante approvvigionamento di materie prime. Se continua di questo passo, l’azienda riciclerà circa 5,5 tonnellate di rifiuti di plastica in un solo giorno. L’obiettivo del giovane imprenditore di aiutare più persone ad avere una vita dignitosa e al contempo ripulire il paese è un meraviglioso esempio di una transizione ecologica a disposizione del pianeta e dei suoi abitanti.
Il WWF avverte che “nei prossimi 15 anni la produzione di rifiuti plastici potrebbe aumentare del 41% a causa dell’accelerazione della produzione di materie plastiche dovute al calo dei costi di produzione“. Se non invertiamo i trend attuali, da oggi al 2030 rischiamo che aumentino del 50% le emissioni di Co2 dovute alla plastica e triplichino quelle derivanti dal suo incenerimento. I numeri sulla produzione pro capite di plastica sono impressionanti e li riassume il report “Responsabilità e rendicontazione, le chiavi per risolvere l’inquinamento da plastica” prodotto dal WWF: 396 milioni le tonnellate di plastica vergine che vengono prodotte su scala globale ogni anno, circa 100 milioni di tonnellate (pari a un terzo dei rifiuti plastici prodotti, che ammontano a 310 milioni di tonnellate) sono quelle che vengono disperse in natura al mondo per colpa della scorretta gestione della filiera della plastica (dalla produzione, al consumo, al riciclaggio, allo smaltimento).
Sul fronte della povertà invece, se è vero che in Italia non esiste un problema strutturale di senzatetto (sono lo 0,08% della popolazione) i dati sulla povertà fanno rabbrividire. Secondo l’Istat sono quasi 1,7 milioni le famiglie in condizione di povertà assoluta con una incidenza pari al 6,4% (7,0% nel 2018), per un numero complessivo di quasi 4,6 milioni di individui. Questo senza aggiungere i dati sulla povertà relativa, che vedono un bacino di altre 3 milioni di famiglie.
Le risposte alle dure sfide che ci attendono nei prossimi anni ci sono, basta avere il coraggio di cogliere, per una volta.
FONTE: https://beppegrillo.it/ambiente-e-poverta-limpegno-di-ecodomum/
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