
Annarita Sirignano ha 30 anni, disabile dalla nascita, si è laureata in Giurisprudenza all’Università di Benevento nel luglio 2015. Durante i suoi primi anni all’università è sorto in lei il desiderio di fare la magistrata, nessuno al mondo deve mettere ostacoli ai sogni di un ragazzo che vuole farsi la sua strada, la sua carriera e tantomeno a quello che è il sogno di Annarita. Però, in questi giorni la giovane e futura magistrato sta ricevendo un’ingiustizia, ovvero una prevaricazione per quanto riguarda la riduzione dei tempi per l’espletamento delle prove scritte del concorso di Magistratura.
Già dal primo anno post-laurea Annarita dedica gran parte del suo tempo alla preparazione del concorso di magistratura. Il suo sogno è partito dall’episodio di quando era ragazzina, e frequentava le scuole superiori; e i suoi compagni di classe volevano escluderla dalla partecipazione di una gita, come se fosse un peso, una responsabilità troppo grande, per via della sua disabilità. E quella, forse, è stata la prima volta in cui si è scontrata effettivamente con la sua disabilità e i suoi limiti.
Perché, Annarita essendo nata con delle difficoltà motorie, ha sempre pensato di non aver nessun limite rispetto agli altri: perché lei vive la sua normalità. Fu proprio in quei giorni che, superato lo sconforto, Annarita capii quale sarebbe stato lo scopo degli anni a venire. Smisi per sempre di chiedermi “perché proprio a me?” o di cercare cure miracolose e decise di lottare affinché tutti potessero avere le stesse opportunità. La toga, è stata sempre il suo sogno, ha sempre voluto schierarsi dalla parte dei “dimenticati”, di evitare che altri possano dover affrontare ciò che ha vissuto lei.
Ma a pochi giorni dalla prova del concorso da magistrato, il Governo, con D.L. 44/2021, ha modificato le modalità di svolgimento delle prove scritte, prevedendo, tra le altre cose, il dimezzamento delle ore concesse per ciascuna di esse, invece di otto ore sono state dimezzate a quattro. Annarita, per la sua disabilita ha dei tempi più lenti rispetto agli altri concorsisti, ha delle difficoltà a scrivere in modo veloce, anche se in questi anni oltre allo studio ha fatto un esercizio quotidiano anche per questo.
Si era esercitata a scrivere, per entrare nei tempi; quei tempi che nel primo momento erano otto ore, aumentabili a nove previa la presentazione della certificazione medica. Adesso, Annarita si ritrova a non riuscire a sostenere l’esame, perché ha bisogno di prepararsi ed esercitarsi mesi e mesi prima per conseguire un tempo migliore. Non vuole sconti, perché non li ha mai voluti, vuole solo dimostrare quello che sa di sapere e che ha sempre studiato. Purtroppo, ora Annarita si sente esclusa.
Esclusa, per colpa di una società che non è abbastanza attenta e non è abbastanza pronta ad accogliere una persona con disabilità. “Io penso che non sia la disabilità in se ad essere un peso o un limite, credo che sia il modo in cui la società tratta la disabilità a renderla tale. Vorrei che la giustizia fosse un pò meno lontana dalla realtà”, queste sono le parole di Annalisa. Per incuria degli altri, Annalisa ha deciso, non senza sofferenza, di saltare questa tornata concorsuale, vedendo un po’ più lontano il suo sogno da bambina.
di Grazia Sposito
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