
L’Italia è fra i Paesi europei con la più bassa tutela giuridica contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale; secondo la graduatoria di Ilga Europe – che tiene conto di leggi, politiche, pratiche – l’Italia si colloca al 35esimo posto su 49, dopo Repubblica Ceca e Lituania.
Da molti anni le istituzioni europee invitano i Paesi membri a dotarsi di strumenti per contrastare i cosiddetti crimini d’odio, quelli cioè fondati sui pregiudizi, e gli “hate speech”, cioè i discorsi che incitano all’odio e alla violenza verso alcuni gruppi di persone. Da uno studio dell’università Milano-Bicocca su un campione di 2 milioni e mezzo di giovani, risulta che un adolescente omosessuale è a rischio di suicidio quasi 4 volte più di un coetaneo eterosessuale; e il rischio sale a quasi 6 volte per gli adolescenti transessuali.
Al Pride di Napoli il deputato Alessandro Zan ha illustrato il disegno di legge che porta il suo nome, e che punta a colmare il vuoto legislativo italiano con alcune norme simili a quelle vigenti in molti altri Paesi. Ai motivi di discriminazione già oggi puniti dalla legge italiana – cioè quelli razziali, etnici, nazionali o religiosi – verrebbero aggiunti quelli fondati su sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità. Sono migliaia ogni anno i crimini d’odio commessi in Italia. Sul palco del Pride è stato ricordato che il nostro Paese detiene il triste primato europeo per il maggior numero di persone transessuali uccise: 42 negli ultimi dodici anni.
Nel corso della manifestazione è stato ricordato il primo Pride nazionale tenuto al sud, quello che si svolse nel 1996 a Napoli.
Al di fuori dei temi affrontati dal ddl Zan, le famiglie Arcobaleno hanno ricordato con uno spot che i figli delle coppie omogenitoriali hanno in Italia minori diritti che in molti altri Paesi. Secondo le stime sarebbero centomila i bambini italiani che hanno almeno un genitore omosessuale.
Patrocinato da diverse istituzioni, fra cui il comune di Napoli, il Pride napoletano ha avuto come madrina la cantante Arisa e come ospiti molti altri artisti. Anche il sindaco e l’assessora alle pari opportunità del comune di Napoli hanno sostenuto pubblicamente le ragioni della comunità lgbt.
Approfondimento – Col ddl Zan l’Italia insegue l’Europa
http://multimediale.comune.napoli.it/index.php?n=9310
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