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Argentina, svolta storica: l’aborto ora è legale

Pasquale Di Sauro
Pasquale Di SauroRedazione Informare
30 dicembre 20205 min di lettura

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Argentina, svolta storica: l’aborto ora è legale

Un’onda verde di felicità, il colore della speranza che oggi si concretizza: in Argentina adesso l’aborto è legale. È stato approvato anche al Senato il disegno di legge che rende legale l’interruzione della gravidanza. Un cartello esposto durante il voto decisivo simboleggia la svolta storica: “Non una morte in più per aborto clandestino”

Ora è legale
29 dicembre 2020, a Buenos Aires, in Argentina, l’aborto diventa legale. Dopo la Camera dei deputati anche il Senato ha approvato un disegno di legge che legalizza l’interruzione volontaria di gravidanza, che – importante ricordarlo –  precedentemente era ammessa nel Paese solo in caso di stupro o se la salute della donna era in pericolo. La legge è stata approvata definitivamente dal Senato, dopo circa 12 ore di discussione, con 38 voti favorevoli, 29 contrari e 1 astenuto. Un tentativo era già stato portato avanti nel 2018 dalla Camera, tuttavia in seconda lettura il Senato bloccò la proposta di legge, prevalse il no. Questa volta invece tutto è andato per il verso giusto, grazie ad alcune modifiche al testo originario come l’inserimento dell’obiezione di coscienza, la legge è passata.
Svolta storica
Una svolta storica senza dubbio, contro la ferma volontà della chiesa e del Papa, oggi abortire in Argentina è legale. Il nuovo progetto di legge sull’interruzione volontaria della gravidanza era stato presentato a metà novembre dal governo del presidente Alberto Fernández ed era stato accompagnato da un altro progetto di legge per l’assistenza sanitaria e per la cura delle donne che scegliessero invece di portare avanti la gravidanza. Il «progetto dei 1000 giorni», come è stato chiamato, «rafforza le cure integrali della donna durante la gestazione e dei suoi figli durante i primi anni di vita», affermò il presidente Fernàndez. Ad accogliere più che favorevolmente il progetto di legge, è stata La Campaña Nacional por el Derecho al Aborto Legal, Seguro y Gratuito, un’associazione nata 15 anni fa con lo scopo di aiutare la sensibilizzazione sul tema aborto volontario. Il simbolo del movimento è il “fazzoletto verde” (pañuelos), dopo decenni di lotte e mobilitazione femministe, oggi si concretizza la vittoria.
Informareonline-Aborto
Informareonline-Aborto
La battaglia e le differenze
Complessivamente otto le proposte di legge presentate al Congresso argentino dalla Campaña in questi anni: tutte respinte e rimandate al mittente. Oggi la storia cambia, sia le loro iniziative che quella governativa prevedono la legalizzazione, la depenalizzazione e il riconoscimento del diritto ad un aborto legale, sicuro e gratuito fino alle 14 settimane di gestazione. Le proposte della Campaña, così come nel disegno di legge che è stato approvato,  inseriscono l’aborto nel programma medico obbligatorio (PMO), quindi come una prestazione medica di base, essenziale e gratuita. La differenza invece tra l’idea del movimento femminista e quella del governo che è diventata legge dopo l’approvazione del Senato è il tempo che può passare dalla richiesta all’accesso al servizio: 5 giorni nel disegno di legge della Campaña e 10 in quella ora approvata. La legge approvata prevede inoltre la penalizzazione delle donne e di chi pratica un aborto oltre le 14 settimane se non rientra nelle deroghe previste. Ma la differenza sostanziale è la possibilità dell’obiezione di coscienza. I movimenti hanno detto chiaramente che l’obiezione è «una porta verso il mancato rispetto della legge e un ostacolo all’accesso, come attualmente avviene (…) nei paesi in cui l’aborto è consentito dalle legislazioni, generando ritardi, maltrattamenti, morbilità, mortalità materna e trasferimento del carico di lavoro a chi ne garantisce il diritto lavorando coscienziosamente».
L’obiezione di coscienza
Inserita nel testo l’obiezione di coscienza. Durante l’esame in commissione è stata approvata la modifica al disegno di legge originale per facilitarne l’approvazione. Si prevede dunque la possibilità di obiezione di coscienza individuale, ma di fatto anche di struttura e questo consentirà alle strutture ospedaliere private, spesso religiose, di non rispettare la legge. Ci sarà comunque l’obbligo di garantire il servizio attraverso il trasferimento in una struttura pubblica disponibile, facendosi carico di procedure e costi associati al trasferimento. Infine un’altra modifica è stata introdotta: ha a che fare con l’accompagnamento e la tutela della privacy per le bambine e le adolescenti tra i 13 e 16 anni che, a seguito di uno stupro, vogliano abortire.
Cosa cambia
In Argentina, prima dell’approvazione della nuova legge, si poteva interrompere volontariamente una gravidanza solo nel caso in cui fosse dovuta a uno stupro o mettesse in pericolo la vita della donna. L’ILE, Interrupción Legal del Embarazo, venne introdotta nel 2015 e riprendeva le linee guida stabilite da una sentenza sull’aborto per stupro del 2012 della Corte Suprema (sentenza conosciuta come “FAL”): stabiliva che le donne stuprate potessero interrompere una gravidanza senza autorizzazione giudiziaria e senza essere perseguite penalmente. Nonostante questo, in molte regioni del paese la legge non veniva applicata o veniva ostacolata in tutti i modi. Le donne che ricorrevano all’aborto clandestino, poi, rischiavano una condanna e il carcere. Un rapporto diffuso recentemente dice che dal 2019 ci sono stati almeno 852 casi avviati nei tribunali contro donne che hanno abortito.

di Pasquale di Sauro 

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  • #aborto
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  • #legge
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Pasquale Di Sauro
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