
A pochi giorni dalla stipula de “il patto per Napoli”, avvenuta presso il Maschio Angioino, arriva la stangata alle compagnie aeree che hanno visto aumentare la tassa di imbarco a Capodichino.
Il patto recentemente siglato dal Premier Draghi e dal Sindaco di Napoli Manfredi prevede, per il 2023, l’aumento della tassa di imbarco a Capodichino di 2 euro portandola dagli attuali 6.5 euro a 8.5 euro.
Allo stato odierno, la cifra della tassa di imbarco a Capodichino è di 6,50 euro, di cui 5 euro destinati ad un fondo Inps per il settore, mentre 1,50 euro destinati ad un fondo del ministero delle infrastrutture.
L’Aicaf (Associazione delle Compagnie Aeree low fares) aveva già chiesto al Governo la riduzione, se non addirittura la rimozione, dell’addizionale comunale per tutti gli aeroporti italiani. La stessa Aicaf oggi minaccia il ritiro di alcune compagnie aeree laddove non si trovasse un accordo.
Assurdo se si pensa che i voli low cost, sempre meglio collegati alle località campane, hanno incrementato i flussi turistici.
Intanto le associazioni della filiera turistica campana hanno chiesto l’intervento del Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, dell’assessore al Turismo della Regione Campania Casucci, dei Sindaci dei 6 Comuni della Penisola Sorrentina, dei Sindaci dell’isola di Capri, degli Assessori al Turismo dei Comuni della Penisola Sorrentina, dell’Assessore al Turismo del Comune di Napoli.
Dal 2004 è stata data facoltà ai Comuni di aggiungere una propria addizionale.
Gravissimo errore se si pensa che il nostro turismo potrebbe subire ulteriori danni oltre quelli provocati dalla pandemia e dalla successiva crisi economica solo per rimpinguare le casse del Comune di Napoli che ad oggi conta un debito di circa 5 miliardi.
Il Governo concederà alla città un’ingente finanziamento dilazionato in 20 anni.
Insomma non ci resta che attendere l’aumento delle prossime tasse.
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