
I dati di quest’anno relativi alla balneabilità del mare in Campania ci danno dei risultati positivi. Ma a ben vedere vi sono delle larghe zone d’ombra e di criticità. A partire dalla costa casertana e domiziana, dove purtroppo si continuano a segnalare situazioni di degrado e di pesante inquinamento, come quello degli sversamenti da liquami agricoli o industriali nei principali canali che sfociano nel tirreno: dai Regi Lagni – una vera enorme cloaca a cielo aperto – all’Agnena fino al Savone.
In questa fase di ripresa delle attività e di fuoriuscita dall’emergenza covid, sarebbe utile poter conoscere il livello e grado di balneabilità. Lo chiediamo in particolare alle associazioni ambientaliste, peraltro molto attive sul territorio: da Legambiente alla LIPU fino al WWF. Sarebbe utile poter condividere questi dati con i cittadini, anche con appositi comunicasti ed eventi pubblici (magari on line) da parte delle istituzioni e degli organismi preposti alla tutela del paesaggio e alla salvaguardia dell’ambiente (in particolare della salute e del benessere delle nostre comunità).
Di Redazione Informare
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