
Ciò che però contraddistingue il nostro Paese è la presenza di un’ulteriore tassa, che ogni cittadino paga quasi quotidianamente e di cui molti farebbero volentieri a meno. Non mi sto riferendo alle accise, all’Iva o a tasse simili, bensì alla criminalità organizzata e in particolare al fenomeno dell’usura.
La disperazione talvolta ci spinge oltre i limiti delle nostre volontà, i debiti iniziano a pesare, l’ansia di non poter proseguire nei propri percorsi di vita, di veder svanire piano piano ogni speranza di un futuro programmato da tempo. Vivere con il peso di un indebitamento, con i danni, economici e morali, che esso comporta, sono qualcosa che solo chi ne è vittima può spiegare.
Proprio da questi presupposti parte l’azione di “accerchiamento” tipica dell’usura: passo dopo passo, il soggetto in difficoltà viene avvicinato e ci si adopera per sopperire economicamente a queste difficoltà; una semplice stretta di mano, che da amichevole si trasforma quasi sempre in letale. Quella mano che inizialmente stringevamo amichevolmente, poi rischia quasi di stritolarci.
Vien da sé che, con l’aumentare del costo della vita, come sta accadendo in questi giorni, il fenomeno dell’usura rischia di colpire una fetta di popolazione sempre maggiore, con la possibilità di andare ad intaccare interi settori produttivi.
Ad accendere i riflettori su questo fenomeno sono stati, nelle ultime ore, Salvatore Cantone, presidente della Fai antiracket di Pomigliano d’Arco, e Luigi Ciatti, vicepresidente nazionale della Federazione antiusura italiana e presidente Ambulatorio antiusura ONLUS.
«Non pensavo che il nome Ambulatorio diventasse più che reale. In pochi giorni siamo al 15-20% in più di richieste di aiuto. Al telefono solo gente che non ce la fa più. Chiede aiuto, teme di finire nelle mani degli strozzini. La Capitale vive in gran parte di stipendi statali, ma il mondo di troppa gente insospettabile sta crollando pure qui.
Per fortuna la Regione Lazio ha attivato sostegni importanti accanto ai fondi nazionali. Sia chiaro: chi viene aiutato non vede un euro dei finanziamenti di sostegno, siamo noi a rinegoziare le rate o a pagare le bollette. Ma il rischio è essere travolti da una valanga di nuovi bisognosi. Chi può, apra gli occhi sulla realtà, che è molto dura. C’è chi rischia di sovraindebitarsi anche per un pieno di benzina che serve per andare al lavoro oppure per accompagnare i figli a scuola»
«L’usura è una tenaglia che stringe nella sua morsa imprese, cittadini e commercianti. Faccio un appello: rivolgetevi a noi e alle forze dell’ordine. A Pomigliano ci sono dei colletti bianchi che prestano danaro a usura, mantenendo rapporti personali con i clan. In questo modo riescono a intimorire e a ottenere i soldi che esigono». Queste le dichiarazione di Salvatore Cantone al Mattino.
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