
“Dal primo luglio inizia il percorso del professionismo del calcio femminile, siamo la prima federazione in Italia ad avviare e ad attuare questo percorso” così il presidente della Figc Gabriele Gravina ha annunciato la svolta storica avvenuta in questi giorni.
È proprio il caso di accogliere questa notizia con un “finalmente”. L’iter iniziato nel 2020 si è concluso con l’approvazione in Consiglio Federale delle ultime norme disciplinari. Dal 1° luglio dunque le calciatrici di Serie A avranno diritto a un contratto che assicura loro adeguati compensi, il versamento di contributi previdenziali e le tutele assicurative. Il calcio femminile non sarà più quindi inquadrato come dilettantistico, come avvenuto fino ad ora, ritenendo le calciatrici solo coltivatrici di un hobby. Dalla nascita della Federcalcio, nel lontano 1898, mai una donna aveva avuto accesso al professionismo. La Federazione italiana giuoco calcio pertanto compie una svolta storica: dopo 124 anni riconosce alle donne il diritto sancito dalla Costituzione di essere professioniste al pari degli uomini.
La gioia che ha abbracciato il mondo del calcio italiano pur essendo un traguardo importante è – come spesso accade se si parla di diritti delle donne – una gioia a metà. Questo successo del calcio, come ha sottolineato la presidente di Assist (Associazione Nazionale Atlete) Luisa Rizzitelli, non è un successo dello Sport. Questo perché nelle altre discipline sportive tutto rimarrà invariato. Non avremo dunque cestiste, nuotatrici o sciatrici professioniste perché gli altri 44 Presidenti Federali, votati ed eletti dai datori di lavoro di atlete e atleti, non sono ancora intenzionati a compiere il passo fatto dalla Figc.
“Lo sport italiano non ha aperto il professionismo alle donne come Assist chiede da 20 anni. Lo ha fatto solo il calcio e, che ci piaccia o no, il risultato è che ora avremo chi godrà di diritti e tutele e chi, pur facendo lo stesso lavoro, i diritti non li avrà. Giudicate voi quindi se questa è una vittoria oppure no.” Queste le dichiarazioni della presidente Rizzitelli.
D’altro canto la Serie A inizialmente aveva, sorprendendo tutti, votato contro la svolta nonostante nell’assemblea interna avesse votato a favore. La spiegazione repentina di Claudio Lotito, presidente della Lazio e consigliere federale, ha però tranquillizzato l’ambiente dichiarando che fosse solo un malinteso dovuto a un momento di incomprensione che ha dunque condotto il Consiglio a votare nuovamente.
L’interesse per il calcio femminile ha, negli ultimi anni, alzato la sua curva di spettatori raccontandoci la crescente passione del pubblico Europeo. È di appena un mese fa il record registrato nella penisola iberica con 90 mila spettatori per il super match del campionato femminile tra Barcellona e Real Madrid. Nel nostro Paese, d’altronde, i risultati della Nazionale Femminile di Calcio hanno contribuito all’interesse così come il crescente impegno dei club di avere tra le proprie fila un’organico femminile. Carolina Morace, ex allenatrice del Milan, attualmente coach della Lazio ha dichiarato: “Vanno i complimenti alla Figc e al presidente per il fatto che sono stati i primi a farlo. Dimostra che grazie alla sua sensibilità si è arrivato a questo traguardo. Ora mi auspico che anche altre federazioni facciano altrettanto.”
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
500mila euro per trasformare un gioiello in un cantiere fantasma. Oggi l’impianto sportivo è fermo, costretto a sbrogliars...