
Che il sistema Paese sia ostaggio della burocrazia e del suo cattivo funzionamento è una storia che dura ormai da decenni, ma sempre di più nei mille rivoli si trasforma in un uroboro nel quale finiscono anche i servizi sanitari che riguardano i bambini in tenera età. Francamente constatarlo nel 2021 risulta alquanto paradossale. Succede in Campania, dove molti cittadini per poter prenotare una visita al più importante Ospedale pediatrico del Sud, devono armarsi di tanta pazienza, comporre il numero dedicato riportato sul sito dell’ospedale ed attendere loro malgrado ore per poter prenotare una banale visita specialistica o di controllo.
Sfiancati dalle mancate risposte, sono stati costretti a recarsi presso lo sportello di prenotazione all’interno dell’Ospedale Napoletano, solo qui una volta arrivati di persona con i propri mezzi, hanno potuto effettuare la tanto sperata prenotazione. Una volta fatta, ricevuta la prenotazione hanno chiesto chiarimenti agli operatori allo sportello i quali hanno solo potuto comunicare che il disservizio non dipende da loro ma da un call center esterno! Quindi la salute di un bambino dovrebbe passare per la bontà e del buon funzionamento di un centralino esterno alla struttura!
L’interrogativo che lascia perplessi è il seguente: è mai possibile che nel 2021, nell’era della transizione digitale, che dovrebbe essere il carburante per il sistema paese, dove sono previsti ingenti investimenti per potenziare le infrastrutture della pubblica amministrazione non sia possibile adottare una modalità di prenotazione digitale che faciliterebbe l’utente, senza che gli stessi, in mancanza di risposte telefoniche siano costretti ad affrontare a proprie spese e con propri mezzi un viaggio fino allo sportello delle prenotazioni all’interno dell’ospedale Santobono?
Se è vero come è vero che la qualità dei medici napoletani sia nota ovunque, c’è ancora molto da fare perché infrastrutture e servizi al paziente ed ai familiari siano rispettosi di standard dei altre città italiane. E’ una sfida, per la quale tutti si devono battere, nessuno escluso.
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