
Il cancro al seno potrebbe avere un modello di crescita a spirale e un’importante connessione con l’influenza della gravità. È quanto sostiene il ricercatore salernitano Ersilio Trapanese in uno studio pubblicato sull’autorevole rivista scientifica internazionale Traslational Medicine Communications & Springer Nature. La ricerca, che vanta la supervisione del professore Giulio Tarro, espone una nuova e rivoluzionaria teoria del cancro a spirale della mammella attraverso lo sviluppo di un modello teorico, un algoritmo predittivo dei tipi istologici e la percentuale di tumori rilevati nella sezione aurea (Golden Ratio Φ) e nella sequenza di Fibonacci.
Secondo la teoria del cancro a spirale, in tal senso, la lesione neoplastica mammaria seguirebbe lo stesso modello della fillotassi, della sezione Aurea e della sequenza di Fibonacci, traendo energia di crescita ed espansione dai capillari sanguigni e dallo squilibrio dell’attività bioelettrica delle cellule con influenza dalla gravità. La stessa gravità agisce come stress meccanico sui processi bioelettrici e genetici delle cellule e, insieme alla neoangiogenesi, spinge lo squilibrio strutturale verso la crescita del tumorale.
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