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Caos a Casal di Principe, il sindaco: "Non mando per strada 4 bambini"

Redazione Informare
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30 agosto 20215 min di lettura

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Caos a Casal di Principe, il sindaco: "Non mando per strada 4 bambini"

Tiene banco in questi giorni quanto sta avvenendo nel Comune di Casal di Principe, dove in questi anni si sono sono accumulate circa 1700 ordinanze riguardanti l’abbattimento di alcune costruzioni abusive. Di queste, 250 sono RESA (Registro Esecuzioni Sentenze Abbattimenti), cioè edifici da abbattere in via esecutiva.

Un’opera imponente che richiede inevitabilmente spese esose a carico del Comune. Ma come giustamente evidenziato dal suo Primo cittadino, tali costi ricadrebbero in realtà famiglie occupanti degli edifici, le quali necessiterebbero poi di una nuova locazione, in sostituzione di quella precedente.
Il Sindaco Renato Natale ha in queste ore denunciato l’impossibilità di compiere tale operazione in quanto le famiglie residenti negli stabili non avrebbero la disponibilità economica per sopperire alle spese di demolizione, e tantomeno non ci sarebbe la possibilità di ricollocarle in tempi brevi.
Attualmente il comune di Casal di Principe avrebbe speso circa un milione e 600.000 euro per 11 abitazioni, ma se si considera che le abitazioni interessate sono circa 250 e la spesa totale si attesterebbe intorno ai 35 milioni di euro, possiamo dire che il programma di abbattimento è ben lungi dall’essere portato a termine.
Ad accendere i riflettori sulla vicenda è stata un’ordinanza irrevocabile del 2 settembre, dove si richiedeva la demolizione di una casa abusiva in via Ancona abitata da due nuclei familiari con minori dai 3 ai 7 anni.
L’impossibilità per motivi economici prima, e sociali poi, di portare a compimento tale operazione, ha spinto il sindaco a rilasciare delle dichiarazioni decise ed inequivocabili:
“Ho chiesto alla Procura di Santa Maria C.V. una proroga per l’abbattimento della casa, perché stiamo cercando una soluzione per i due nuclei familiari che verranno sgombrati. Il Comune ha già deliberato somme da rendere disponibili per questa necessità, sia di sostegno alle famiglie interessate, che per pagare eventuali fitti di alloggi da utilizzare per questi gruppi familiari. Ma sinora non abbiamo trovato ancora una soluzione definitiva anche per il particolare periodo di emergenza sanitaria in cui abbiamo dovuto operare.
Ma non ci siamo fermati. Abbiamo emesso un avviso pubblico alla ricerca di appartamenti ed abbiamo sollecitato l’Agenzia dei beni confiscati alla consegna di alcuni edifici che potrebbero essere utili come social house. Siamo riusciti ad ottenere la consegna del bene, abbiamo sanato in consiglio comunale questo stabile, abbiamo avviato le verifiche statiche e sismiche, abbiamo stanziato le risorse necessarie per ricavare due alloggi.
Siamo riusciti in tempi relativamente brevi a superare tutte le difficoltà burocratiche, arrivando finalmente negli ultimi giorni all’approvazione del progetto e all’avviso della procedura di gara per realizzare i lavori. Ma ci vuole altro tempo per la soluzione definitiva. Così c’è il rischio concreto che queste famiglie il 2 Settembre, data ultima fissata dalla Procura per la demolizione, vadano in strada.
Abbiamo bisogno di più tempo per definire tutto. La procura, invece, procede a carrarmato nonostante quello che stiamo mettendo in atto. Il 16 luglio scorso ci ha inviato una nuova ordinanza con la data indifferibile del 2 settembre per lo sgombero forzato e la successiva demolizione”.
Natale di recente è stato anche ricevuto dal Ministro per il Sud, Mara Carfagna, proprio per far chiarezza sulle problematiche rilevate. Questo è quanto emerso: “La ministra – dice il Sindaco Natale – ha mostrato attenzione alle cose che gli ho esposto, assumendo anche l’impegno di convocare un tavolo interministeriale per trovare soluzioni efficaci.
Noi saremo attenti e presenti in ogni fase di questo processo decisionale, così come facciamo da anni. Non difendiamo illegalità ed abusivismo, ma sappiamo che demolire è soluzione inefficace, dispendiosa e carica di pesanti conseguenze su tutta la Comunità e non solo sull’abusivo.
Gli illeciti devono essere puniti, ma lo si può efficacemente fare utilizzando altri strumenti. Avremo tempo e modo di discutere su questi argomenti, ora è nostra prioritaria preoccupazione garantire a 4 bambini il loro sacrosanto diritto ad un alloggio”
Intanto il 25 agosto è stata ufficialmente presentata una richiesta di proroga per quanto riguarda il termine ultimo di abbattimento. Il motivo della richiesta è: “la salvaguardia del benessere psicofisico di 4 minori, componenti delle famiglie interessate alla demolizione, già fortemente provate da mesi di incertezza sul proprio futuro, mesi che, come amministrazione, abbiamo trascorso cercando una dignitosa alternativa alloggiativa a queste famiglie”.
Inoltre il sindaco, durante una riunione in video conferenza tenutasi con le forze dell’ordine, proprio per l’organizzazione dello sgombero del fabbricato di via Ancona, ha chiarito che ci sono i presupposti per arrivare a dimettersi: “Ho illustrato tutto ciò che abbiamo fatto per tentare di risolvere la questione sociale delle famiglie che saranno sgombrate. Ma ho aggiunto  che non potrò garantire che la cosa avverrà in tutta tranquillità, perché pur avendo a portata di mano la soluzione, per il 2 settembre non siamo in grado di assicurarla.
Abbiamo bisogno di più tempo. D’altronde, se questo provvedimento è esecutivo dal 2005, se passano altri 100 giorni non cade il mondo. Per cui ho detto ai miei interlocutori che se non c’è la proroga, il primo settembre provvederò a presentare le dimissioni, perché non voglio essere ricordato come il sindaco che ha mandato in mezzo ad una strada quattro bambini e le loro famiglie“.

di Simone Cerciello

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  • #abusivismo
  • #Carfagna
  • #Casal di Principe
  • #Renato Natale
  • #Via Ancona
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