
Se altre città riescono a compensare la partenza dei propri abitanti, nei mesi estivi, con gli arrivi dei turisti Caserta, la città della Reggia, non riesce invece a diventare un polo attrattivo.
Già, la Reggia, quel maestoso monumento che sovrasta la città, visitato da turisti di tutto il mondo in quanto una delle residenze reali più belle d’Europa, non sembra portare alcun giovamento al tessuto economico cittadino. Una Reggia distaccata, quasi estranea, ai margini del centro storico, ai margini della progettazione turistica del territorio (qualora ci fosse una programmazione), ai margini dell’imprenditoria casertana.
Uno splendido monumento visitabile in modalità mordi e fuggi, senza sostare in città o farlo magari giusto per il tempo di un caffè, prima di visitare un’altra Reggia: l’Outlet. Così mese dopo mese continua l’agonia del centro, che vede in Corso Trieste, ormai ribattezzato da qualche ironico cittadino come “Corso Triste”, la strada più rappresentativa di questo decadimento. Una strada larga, alberata, interessata in passato da intensi lavori di restyling più o meno riusciti, ma inesorabilmente semivuota.

A farne le spese sono ovviamente i commercianti e i ristoratori della zona, le numerose saracinesche abbassate testimoniano quanto infatti sia difficile mantenere in piedi un’attività economica in questo contesto.
Forse non tutte le colpe sono della città, forse anche il tipo di proposta commerciale offerto nel centro è rimasto ancorato a un modo di fare legato al passato, quando su Corso Trieste si sgomitava per aprire un nuovo negozio, quando il Cinema San Marco era aperto e insieme ai tanti bar storici contribuiva a dare vita alla città, quando non esistevano ancora i Centri Commerciali mastodontici come li conosciamo oggi, quando il commercio online non esisteva.
Fatto sta che oggi molti commercianti sono alla canna del gas e non basta dare la colpa alla ZTL, ad Amazon, al Campania o alla Reggia Outlet.
Basterebbe che i commercianti rimasti iniziassero a collaborare tra di loro, soprattutto per rimpinguare un cartellone estivo scarno di eventi, che un’amministrazione comunale in pieno dissesto finanziario non riesce a organizzare per portare un po’ più di persone a vivere il centro storico.

Una delle poche luci rimaste è riversata nella nuova direttrice della Reggia di Caserta, Tiziana Maffei, con la speranza che continui a lavorare nel solco di quanto buono è stato fatto dalla vecchia gestione di Mauro Felicori.

Se successivamente la politica casertana, gli imprenditori e i cittadini riusciranno a canalizzare e integrare il flusso turistico all’interno dell’economia della città sarà tutto da vedere, certo è che di questo passo il futuro del centro di Caserta non potrà che essere triste, come il suo corso.
di Raffaele Ausiello
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°195
LUGLIO 2019
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