
Puntuale come sempre il nostro appuntamento con Massimo Antonelli, allenatore dei ragazzi di Tam Tam Basket. Quest’ultimi, ospiti all’Università Bocconi di Milano, hanno preso parte all’evento “More than a game”.
«È stata un esperienza fantastica voluta fortemente dai giocatori dell’NBPA (National Basketball Players Association). Siamo stati ospiti loro, dieci ragazzi e ragazze di Tam Tam hanno partecipato agli incontri tenuti alla Bocconi, ci hanno accolto a braccia aperte e non è scontato perché quando una cosa arriva da così in alto, spesso c’è distacco nei confronti di una realtà così piccola come la nostra, ma loro hanno effettuato un’operazione quasi materna, hanno preso per mano i ragazzi, eliminando quell’ipotetico timore che c’era nello stare accanto a figure imponenti e importanti come quelle che vi erano» dichiara ai nostri microfoni Antonelli.
«Prima vi sono stati degli incontri con il mondo accademico – continua Antonelli- si parlava dell’importanza e i valori dello sport, illustrati dagli stessi professori dell’Università. A mio avviso è stata un’esperienza che ha prodotto un gran risultato, non è stato solo un ricevere ma anche i miei allievi hanno partecipato al confronto, riportando quella che è la loro realtà. Poi vi erano dei personaggi di origine Afro, ciò ha permesso ai nostri ragazzi anche di far apprezzare indirettamente le loro origini».
Pratico ed efficace è stato l’incontro all’interno della palestra dell’Università, in cui i ragazzi hanno incontrato cinque giocatori dell’NBA. Quest’ultimi secondo il racconto del coach, si sono spesi fortemente per insegnare ai piccoli di tam tam movimenti ed esercizi al canestro, un’esperienza formidabile sotto il punto di vista tecnico.
«Il momento più toccante è stato quando Thanasis Antetokounmpo, cestista, ha raccontato la sua esperienza. Lui ha origine nigeriane, ha comunicato con noi con un trasporto emozionante, sudava mentre dava consigli ai ragazzi, perché sosteneva che grazie a Tam Tam ha rivissuto la sua storia. Un momento magico di trasmissione di valori e di umanità. L’esperienza è durata tre giorni: subito dopo l’incontro alla Bocconi eravamo a vedere la finale di una partita di basket, siamo stati ospiti nel quartier generale della “Nike” a Milano, abbiamo visitato il Museo del Milan, mangiato in un ristorante etnico- eritreo, insomma tre giorni indimenticabili!».
«I ragazzi si stanno allenando senza sosta, parteciperanno ad un “Summer league” under 18, andremo a fare un torneo a Chieti di due giorni e a metà luglio sei ragazzi andranno a Bologna, per prendere parte ad uno dei più importanti tornei estivi che si svolgerà in campi all’aperto. Insomma tanti impegni e incontri a cui siamo onorati di partecipare».
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