
“La nostra richiesta – continua la Tonziello – nasce dall’ascolto diretto delle esigenze delle mamme lavoratrici, che non possono ricorrere al “welfare familiare” dei nonni o alle babysitter, poiché quest’ultime aumentano i costi delle spese mensili delle famiglie. Necessità drammaticamente emersa anche in relazione a recenti fatti di cronaca che hanno portato alla luce “asili nido spontanei” (e abusivi) in alcune parti del nostro territorio. Il progetto, di cui da molti anni si avverte grande necessità, mira pertanto a contrastare le disuguaglianze alla radice, con un sistema integrato di tutela e assistenza all’infanzia da 0 a 36 mesi.”
“L’esistenza di una domanda rilevante che viene soddisfatta da asili-nido abusivi – conclude – ci ha indotto ad invitare l’amministrazione comunale a programmare la realizzazione del servizio integrato dell’asilo nido comunale, attingendo le risorse necessarie dai fondi della programmazione europea e da quella regionale.”
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