
Il sindaco di Castel Volturno Luigi Petrella ha scritto una lettera dettagliata ed accorata al Ministro degli Interni, in cui viene denunciata la disastrosa situazione in cui versa la città Domiziana, che non riesce a reggere l’impatto demografico sul suo territorio. Infatti, qui la popolazione (in particolare nei mesi estivi) cresce in modo spropositato per l’effetto combinato dei flussi turistici (alquanto selvaggi e disordinati) che si sommano alla presenza ormai decennale dei rifugiati provenienti da varie parti del Mondo (Nord Africa, Asia indiana ed Est Europa).
A mio parere le cause profonde di questo stato di degrado vanno ricercate in primo luogo nella carenza ormai diventata cronica di una classe politica e di governo locale che fosse in grado di ideare e realizzare progetti per il futuro, di risanamento ambientale, di sicurezza dei cittadini, di ripristino delle regole civili e democratiche che devono essere alla base di ogni comunità moderna, che da tempo vengono infrante da tutti (bianchi e neri, indigeni e villeggianti). Come è stato già osservato da qualche intervento sui social, sarebbe utile e necessario coinvolgere tutto il Consiglio Comunale, con la partecipazione attiva e consapevole dei cittadini e delle associazioni del terzo settore con l’obiettivo di varare un programma straordinario di interventi per la “salute pubblica”.
Per la verità bisogna anche completare il quadro delle emergenze indicate dal sindaco nella sua nota. Che personalmente considero ancora più drammatiche e devastanti. Cominciamo da quelle ambientali, dai fiumi e dai canali (vedi Regi Lagni ed Agnena fino al Savone a Mondragone), che continuano ad avvelenare il nostro mare con i loro scarichi maleodoranti e tossici. Su questa emergenza è necessario investire anche i comuni dell’entroterra per il rispetto delle normative sugli scarichi fognari e la loro depurazione. Nondimeno bisognerebbe educare gli industriali e gli allevatori al rispetto della natura e dell’ambiente in cui vivono e producono.

Per rimanere ai temi di sicurezza e di ordine pubblico – insieme con la Prefettura e gli altri organi dello Stato – bisognerebbe focalizzare e debellare il fenomeno delle cosiddette “connection house”, tante villette ed abitazioni occupate (spesso in maniera abusiva), disseminate soprattutto nella Destra Volturno, dove impera la mafia nigeriana, in stretto legame ed alleanza con la camorra dei casalesi per le attività e traffici più sporchi.
Infatti, in questi luoghi si perpetua uno dei delitti più orrendi e disumani: grazie all’operato della maman (donne spregevoli), qui vengono alloggiati tanti bambini/e provenienti direttamente dai loro paesi d’origine in Africa (di solito Nigeria, Angola, Ghana e Gambia), attraverso i lunghi viaggi della disperazione su barconi e mezzi di fortuna. Di solito i maschi vengono educati (si fa per dire) al traffico e spaccio di droga; le ragazze vengono costrette alla prostituzione, alluso e vendita del loro corpo come unica ricchezza disponibile (diventano dei “fiori di strada”, come le ha definito Alfonso Reccia in un suo bel racconto).
In molti casi la tratta si trasforma in mercato spregevole, in quanto i corpi dei bambini/e finiscono per alimentare in modo infernale il traffico degli organi umani (su cui si sono specializzate alcune etnie come quelle nigeriane e ghanesi), con la compiacenza di medici e di cliniche specializzate, anche del Centro Nord.
Come si vede, c’è molto da riflettere e lavorare, ben sapendo che occorre in primo luogo una volontà politica determinata ad affrontare queste priorità, con l’apporto di adeguate competenze in ognuno dei settori indicati ed una forte partecipazioni dei cittadini e delle associazioni di volontariato.
Castel Volturno, 17 agosto 2021
Comunicato diffuso da Pasquale Iorio
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