
Quella che si sta prospettando sarà la terza estate con il ponte sul Volturno chiuso. I lavori che dovrebbero consentirne la riapertura, infatti, si concluderanno – probabilmente – soltanto dopo il mese di agosto.
Castel Volturno si ritroverà ancora ad essere una città “divisa” e i cittadini e gli imprenditori – specialmente quelli delle località Bagnara e Destra Volturno – continueranno a vivere sulla propria pelle gli enormi disagi alla viabilità provocati dalla chiusura del ponte soprattutto in vista della stagione estiva.
«Nonostante tantissime sollecitazioni da parte di cittadini ed imprenditori sulla riapertura del ponte, né il Sindaco Petrella né la sua amministrazione si sono mai degnati di una risposta. Dopo aver eseguito un accesso agli atti per conoscere lo stato di avanzamento del progetto presso il Servizio Lavori Pubblici del nostro Comune, il motivo del silenzio è apparso subito chiaro: il ponte, purtroppo, non riaprirà prima della prossima estate. Ovviamente è una notizia nefasta per i castellani e per moltissimi turisti: è per questo motivo che l’amministrazione si è guardata bene dal diffondere la notizia ed ha deciso di mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi piuttosto che affrontare la tragica realtà».
Dalla documentazione che il consigliere Scialla ha reperito presso il Comune, è lampante il ritardo accumulato: il crono-programma del progetto prevedeva di terminare l’intervento entro 112 giorni dal 25/06/2021, data della notifica del dissequestro da parte della Procura per consentire l’effettuazione dei lavori.

È evidente che i tempi sono già stati abbondantemente superati se si pensa che il termine dei lavori era previsto per il 15 ottobre 2021 (cioè 6 mesi fa!). Infatti, il Sindaco Petrella ha dovuto richiedere una prima proroga (già scaduta il 06/02/2022) e poi una seconda.
Ricordiamo che il ponte è sotto sequestro dall’agosto 2020. I sigilli sono frutto di un’indagine della Procura di S. Maria Capua Vetere che nel verbale di convalida del sequestro scrive che «Quanto sopra descritto costituisce verosimilmente una situazione di concreto pericolo per la caduta di parti (intonaci, e pezzi di materiali, distacco di solette delle scalette pedonali) e, nella situazione di particolari carichi o azioni dinamiche, come sopra descritto, di grave danneggiamento di membrature della struttura fino a limite di collasso generalizzato. Si tenga presente che lo stato di degrado non potrà che accelerare nel tempo in assenza di immediata e significativa opera di verifica approfondita, riparazione e profonda manutenzione delle parti ammalorate».
Ma di quali lavori si tratta e con quali fondi sono stati finanziati ce lo illustra, ancora un volta, il consigliere Scialla:
«Le criticità evidenziate dalla Procura della Repubblica sono le stesse che 4 anni prima risultavano da una perizia commissionata all’epoca in cui svolgevo la funzione di Assessore ai Lavori Pubblici della giunta di Dimitri Russo. Fu proprio per risolvere questi problemi che facemmo redigere un progetto di adeguamento strutturale delle campate per migliorarne la sicurezza e ci aggiudicammo un finanziamento regionale nel 2018 per l’adeguamento sismico delle infrastrutture comunali».
Pertanto, all’atto dell’insediamento della sua amministrazione (Maggio 2019), il Sindaco Petrella aveva ereditato da noi il progetto esecutivo immediatamente cantierabile per intervenire sul ponte, il finanziamento regionale sul proprio conto corrente e, inoltre, tutta la documentazione completata per indire la gara.
Il Sindaco – per oltre un anno – ha perso tempo a causa dei continui litigi all’interno della sua maggioranza per la spartizione delle poltrone e il risultato è stato che ad agosto 2020 la magistratura ha disposto la chiusura del ponte.
«Pertanto – conclude il consigliere Dem – se da tre anni cittadini, imprese e turisti subiscono disagi, è evidente tutta la responsabilità del Sindaco Luigi Petrella e della sua armata brancaleone!»
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